Un grave incidente stradale è costato la vita a un volto storico del fotogiornalismo toscano, con oltre quarant’anni di carriera.
FIRENZE – Un drammatico incidente stradale nella zona di Marignolle ha strappato alla vita Gianluca Moggi, storico fotogiornalista de La Nazione e figura di riferimento per l’informazione fiorentina e toscana. Moggi aveva 68 anni.
L’allarme è scattato nel pomeriggio di ieri: intorno alle ore 18:00 anche una squadra dei Vigili del Fuoco è stata inviata sul posto in supporto al personale sanitario.
Purtroppo, a seguito della constatazione di morte effettuata dal medico e ottenuto il parere favorevole del magistrato di turno, i colleghi hanno potuto unicamente procedere al complesso recupero della salma, dopo aver sollevato la sua autovettura.
Con la sua inseparabile macchina fotografica, Moggi ha documentato per oltre quattro decenni la cronaca, la politica e la vita culturale di Firenze e dell’intera regione.
Tra i suoi reportage più noti figurano le drammatiche vicende legate alle udienze sul Mostro di Firenze e le tournée internazionali del Maggio Musicale Fiorentino, testimonianze di una carriera vissuta sul campo con rara sensibilità e rigore professionale.
Proprio nel 2024 gli era stato conferito il Premio giornalistico Umberto Chirici (categoria fotografi), promosso dall’Ordine dei Giornalisti della Toscana e dalla sua Fondazione, per un iconico scatto che ritraeva Pietro Pacciani durante il processo sul Mostro.
La notizia della sua improvvisa scomparsa ha suscitato profondo cordoglio in tutto il mondo del giornalismo. In una nota congiunta, Giampaolo Marchini, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, e Sandro Bennucci, presidente dell’Associazione Stampa Toscana, lo ricordano con affetto:
«La scomparsa di Gianluca Moggi lascia un grande vuoto nel giornalismo toscano. Con il suo obiettivo ha raccontato pagine importanti della nostra storia, sempre con passione,sensibilità e dedizione. Perdiamo un professionista di grande valore e un testimone attento della vita della nostra comunità».
L’Ordine dei Giornalisti, l’Associazione Stampa Toscana, i colleghi de La Nazione e dell’agenzia New Press Photo si stringono attorno alla famiglia del fotoreporter e ai tanti che ne hanno apprezzato le doti umane e professionali.
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