Oltre duemila persone, tra lavoratori e studenti, sono scese in piazza oggi a Pisa per aderire allo sciopero generale dei sindacati di base.
PISA – Oggi, venerdì 30 ottobre, lavoratrici, lavoratori, studentesse e studenti, hanno preso parte a una mobilitazione a Pisa a partire dalle ore 9:00 in Piazza Gaza, aderendo allo sciopero generale convocato dai sindacati di base.
La protesta nasce dalla volontà di denunciare un modello economico e politico ritenuto devastante per il territorio e per il Paese. Al centro della mobilitazione c’è il forte dissenso contro quella che viene definita un’economia di guerra e una logistica militare prioritaria, contrapposta alla percezione di risorse costantemente scarse per sanità, scuola e sociale.
Nel testo della mobilitazione, diffuso da Rifondazione Comunista – Pisa Città e Una città in comune, vengono infatti citati i fondi ingenti destinati a opere come la mega-base dei Carabinieri, la manutenzione dei velivoli C-130J, la Darsena Europa e i Navicelli, oltre ai corridoi di Military Mobility, ritenuti funzionali alla base USA di Camp Darby e alle multinazionali.
Accanto a questo, la protesta punta il dito contro la crisi dell’economia reale locale, ricordando i casi di delocalizzazione e crisi industriale come quello della Takeda a Pisa e la situazione critica del distretto del Cuoio e della calzatura.
Vengono inoltre contestate le scelte urbanistiche della città, accusate di favorire la grande logistica e la speculazione legata agli affitti turistici e agli Student Hotel a discapito dei residenti, dei negozi di vicinato e del patrimonio pubblico.
La manifestazione denuncia infine lo svuotamento della sanità pubblica, spinta verso il privato, e il definanziamento e la crescente militarizzazione di scuole e università. L’obiettivo della piazza di oggi è dunque chiedere un cambio di rotta radicale che abbandoni il modello capitalista per rimettere al centro i beni comuni, la tutela dell’ambiente, la redistribuzione della ricchezza e la dignità del lavoro.
Secondo le prime informazioni, sarebbero più di duemila i partecipanti tra lavoratori, lavoratrici e studenti e studentesse di scuola superiore.





