La mobilitazione studentesca a Pisa si allarga e coinvolge anche il Polo Fibonacci, dove gli studenti hanno trascorso la notte in occupazione.
PISA — La protesta studentesca a Pisa sale di livello e allarga il proprio raggio d’azione. Sulla scia del corteo dello scorso venerdì 30 ottobre — che nell’ambito dello sciopero generale ha visto circa diecimila persone sfilare in centro e bloccare la via Aurelia — e a seguito dell’occupazione del Palazzo della Sapienza, l’onda della mobilitazione ha travolto anche il Polo Fibonacci.
Gli studenti hanno trascorso la notte all’interno del polo didattico, riappropriandosi di spazi che definiscono sempre più compressi da tagli e restrizioni.
L’iniziativa di Pisa si inserisce in un solco di mobilitazioni nazionali e internazionali, richiamando la continuità con le recenti proteste di autotrasportatori e movimenti studenteschi in tutta Italia.
Al centro della protesta c’è una dura contestazione verso le politiche del Ministero dell’Università e della Ricerca.
Gli occupanti mettono sotto accusa i 800 milioni di euro tagliati al settore nel 2024 e la riduzione dei posti per i precari della ricerca (stimata dagli studenti in circa 20 mila unità), denunciando al contempo il mancato adeguamento del Fondo di Finanziamento Ordinario all’inflazione.
Tra le critiche figurano anche l’ingerenza del settore bellico nella ricerca e le privatizzazioni delle residenze universitarie.
Le richieste avanzate dal movimento per la prossima legge di bilancio puntano a una svolta radicale:
- Casa e mobilità: Un piano di residenzialità pubblica, calmieramento degli affitti e trasporto pubblico diffuso ed economico.
- Diritto allo studio: Un’università gratuita, integralmente finanziata dalla spesa pubblica e libera da accordi con l’industria militare.
- Tutela del reddito: Investimenti concreti in sanità, istruzione, stipendi e condizioni lavorative che consentano di rimanere in Italia.
Oltre ai temi di carattere nazionale, la contestazione accende i riflettori sulle criticità quotidiane dell’Ateneo pisano.
Gli studenti denunciano un progressivo degrado strutturale del Polo Fibonacci, segnato dal ridimensionamento degli orari di apertura e da precarie condizioni manutentive, con aule fredde durante i mesi invernali e infiltrazioni d’acqua dal soffitto.
Viene rivendicato il ritorno a un modello di gestione comunitaria degli spazi e la ripristinazione dei vecchi standard d’accesso: l’apertura notturna dell’Aula Ponte, il prolungamento degli orari della biblioteca e la riattivazione dei badge di accesso continuo per dottorandi e assegnisti di ricerca.
La mobilitazione non si ferma alla notte d’occupazione appena trascorsa. Per il pomeriggio di oggi, martedì 3 novembre, alle ore 16:30, è stata convocata un’assemblea aperta a tutta la comunità universitaria e cittadina all’interno del Polo Fibonacci. Durante l’incontro si decideranno le prossime forme di lotta e le modalità con cui proseguire la protesta.
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