Dopo otto gare consecutive a segno, il Pisa si ferma contro l’Avellino: un altro dato che aiuta a capire le difficoltà emerse nella sconfitta.
La sconfitta di Avellino lascia in eredità al Pisa un dato che merita attenzione e che contribuisce a descrivere un pomeriggio particolarmente complicata. Per la prima volta dopo oltre due mesi, infatti, i nerazzurri hanno concluso una partita di campionato senza riuscire a trovare la via della rete. Il 2-0 incassato in Campania ha interrotto una continuità realizzativa che durava dalla prima giornata, quando all’Arena Garibaldi era arrivato il ko per 1-0 contro il Padova.
Il Pisa in gol per otto gare di fila
Da quel 23 agosto in avanti, la squadra aveva sempre trovato almeno un gol nelle successive otto gare. Una striscia che aveva resistito anche a una sconfitta pesante come quella contro l’Entella, terminata 4-1. in quell’occasione era stato Correia, a circa venti minuti dal termine, a trovare la rete, lasciando almeno un piccolo spiraglio ai nerazzurri. Ad Avellino, invece, non è arrivata nemmeno quella possibilità di riaprire o cambiare il volto dell’incontro.
Il dato assume un significato ancora più rilevante se si considera il modo in cui è maturato. Non si è trattato soltanto di una partita nella quale le conclusioni non hanno prodotto il risultato sperato. Il Pisa ha faticato anche a costruire occasioni realmente pericolose, mostrando limiti in fase di attacco e una difficoltà evidente nel trovare soluzioni per mettere in apprensione la difesa avversaria. La mancanza del gol è stata quindi accompagnata da una produzione offensiva troppo ridotta all’osso.
La giornata totalmente storta contro l’Avellino
Il rendimento complessivo del reparto racconta però una storia diversa. In campionato i nerazzurri hanno già realizzato 18 reti, un bottino che testimonia quanto, fino a questo momento, la squadra fosse riuscita a trovare con regolarità il modo togliere lo zero dal proprio tabellino. Anche per questo, quindi, la trasferta irpina contro la formazione di Nesta, ha rappresenta un’inversione di tendenza da attenzionare, soprattutto per la scarsa capacità di accompagnare con concretezza la manovra offensiva.
Una battuta d’arresto può capitare, ma il modo in cui si manifesta offre indicazioni importanti. Ad Avellino i nerazzurri non hanno soltanto perso, hanno smarrito per 90 minuti anche quella capacità di incidere negli ultimi metri che aveva caratterizzato le precedenti uscite. Il Pisa di Bianco dovrà ripartire anche da qui, ritrovando fluidità nel possesso ed efficacia nella metà campo avversaria.
A cura di Matteo Casini









