Parco di San Rossore, una fototrappola riprende quattro lupi e un gruppo di cinghiali che protegge i cuccioli. Il video è uno studio scientifico inedito.
Una strategia difensiva coordinata, con la matriarca che affronta il lupo dominante e le altre femmine che si dispongono attorno ai piccoli per proteggerli.
Una scena documentata per la prima volta in video nel Parco di San Rossore, dove una fototrappola ha ripreso un confronto tra un gruppo di cinghiali e quattro lupi.
Le immagini, pubblicate sulla pagina Instagram del Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, mostrano una dinamica comportamentale particolarmente interessante, emersa nell’ambito delle attività di monitoraggio faunistico.
Durante il confronto con i quattro predatori, il gruppo di cinghiali si riorganizza in pochi secondi. La matriarca affronta il lupo dominante, mentre le altre femmine formano barriere mobili, disponendosi in modo semicircolare e triangolare intorno ai cuccioli.
Una manovra difensiva che viene ripetuta più volte e che evidenzia la complessità della vita sociale di questi animali, capaci di mettere in atto comportamenti cooperativi per proteggere i membri più vulnerabili del gruppo.
Il video è stato registrato l’11 maggio 2026 nella Tenuta di San Rossore, nell’ambito della convenzione tra l’Ente Parco e l’Università di Sassari, Dipartimento di Medicina Veterinaria. CLICCA QUI per vedere il VIDEO.
La sequenza non rappresenta soltanto una testimonianza suggestiva della fauna selvatica, ma anche un’importante documentazione scientifica.
L’osservazione è infatti al centro di una pubblicazione sulla rivista internazionale Current Zoology, dal titolo “One Ring to Protect Them All: first camera-trap video documentation of defensive ring formation in wild boar facing wolves”.
Lo studio porta ancora una volta il territorio del Parco al centro dell’attenzione della comunità scientifica e del dibattito sull’etologia animale.
San Rossore si conferma così un laboratorio naturale prezioso per approfondire le dinamiche tra prede e predatori e comprendere meglio il ruolo ecologico delle diverse specie presenti nell’area protetta.
La pubblicazione è firmata da M. Del Frate, I.E. Monti, P. Bongi, G. Gaimari, M. Scandura e M. Apollonio (2026), sulla rivista Current Zoology.
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