Tre interventi in poche settimane per contrastare la combustione illecita di rifiuti a Casciana Terme Lari. La Polizia Locale ha denunciato i responsabili e sequestrato un’area interessata da gravi violazioni ambientali.
CASCIANA TERME LARI – Nel mese di ottobre la Polizia Locale ha svolto tre distinti interventi di polizia ambientale. In tutti i casi sono stati accertati episodi di combustione illecita di rifiuti e identificati i responsabili, che sono stati denunciati alla Procura della Repubblica. Gli interventi sono partiti dalle segnalazioni dei cittadini.
Il primo intervento risale al 10 ottobre, in località Lavaiano, su un terreno di proprietà comunale. A dare l’allarme è stata una residente. Sul posto gli operatori hanno sorpreso un privato cittadino mentre bruciava, insieme a rifiuti vegetali, numerosi rifiuti di altra natura, tra cui materiali plastici e metallici.
Il secondo intervento è del 16 ottobre, in località Boschi di Lari. Alcuni residenti avevano segnalato che da un terreno privato si alzava spesso un denso fumo nero. Sul posto gli operatori hanno accertato la combustione illecita di rifiuti di varia natura, tra cui materiale elettrico, componenti ferrosi, plastiche, ceramiche e materiali isolanti. Nelle immediate vicinanze c’erano anche altri cumuli di rifiuti già accantonati, destinati a essere bruciati.
Gli accertamenti hanno portato alla luce una situazione di particolare gravità ambientale. L’intera area era occupata da un consistente deposito incontrollato di rifiuti, distribuiti su un’ampia parte del terreno. Sono emerse inoltre significative alterazioni del sito: sbancamenti e terrazzamenti artificiali realizzati senza i necessari titoli autorizzativi, che destano preoccupazione anche per la stabilità del versante e il rischio idrogeologico.
Viste la complessità e la gravità delle violazioni, l’area è stata posta sotto sequestro, per permettere la prosecuzione delle indagini e tutelare lo stato dei luoghi.
Il terzo episodio risale al 27 ottobre, nella zona di Lavaiano. Anche in questo caso l’intervento è partito dalla segnalazione di un cittadino. Gli accertamenti hanno verificato che erano stati bruciati materiali isolanti, plastici e ferrosi, in violazione della normativa ambientale.
In tutti e tre i casi i responsabili sono stati identificati e denunciati alla Procura della Repubblica. Per la combustione illecita e il deposito incontrollato di rifiuti la legge prevede la reclusione fino a cinque anni. Per i lavori eseguiti senza permesso di costruire sono previsti l’arresto o l’ammenda.
“Questi interventi – sottolinea l’assessore all’Ambiente Enrico Fatticcioni – confermano quanto siano importanti le segnalazioni dei cittadini. È grazie a loro che si è potuto intervenire rapidamente e fermare attività potenzialmente pericolose per l’ambiente e per la salute pubblica. Invitiamo chiunque noti fumi sospetti, roghi o abbandoni di rifiuti a segnalarlo prontamente”.





