La decisione di revocare un calcio di rigore dopo il controllo al VAR ha scatenato insulti sessisti contro l’arbitra Maria Sole Ferrieri Caputi, alcuni dei quali udibili anche nella diretta DAZN.
Ferma condanna da parte delle istituzioni toscane per gli insulti sessisti rivolti all’arbitra Maria Sole Ferrieri Caputi durante la partita Como-Venezia, disputata allo stadio Sinigaglia.
Il direttore di gara è stato bersagliato da frasi discriminatorie sia sugli spalti sia sui social, alcune delle quali sono state avvertite persino nel corso della telecronaca di DAZN. Gli episodi si sono verificati dopo una decisione di gioco: un rigore inizialmente assegnato e poi revocato in seguito alla revisione al VAR.
A prendere posizione è Cristina Manetti, assessora della Regione Toscana, che ha espresso piena solidarietà alla fischietta livornese, in passato insignita del Pegaso delle Donne.
«Ci vuole rispetto. Rispetto e rispetto. Parafrasando Francesco De Gregori, non è da un rigore che si vede un arbitro. E, in questo caso, un’arbitra», ha dichiarato Manetti, sottolineando come una decisione di campo possa essere discussa, come accade in qualsiasi partita, ma non debba mai diventare un pretesto per insultare una donna e metterne in discussione il ruolo professionale.
L’assessora ha inoltre ribadito l’impegno della Regione Toscana a sostegno delle donne in ogni ambito e settore, ricordando che domenica prenderà il via la quinta edizione de La Toscana delle Donne, un’ulteriore occasione per riaffermare che parità e rispetto si difendono ogni giorno.
«Il calcio è di tutti. Il rispetto anche. Il sessismo non deve avere spazio, né in campo né sugli spalti», ha concluso Manetti nel suo messaggio di vicinanza all’arbitra.




