Il team StarPi Aerospace ha partecipato per la prima volta alla competizione internazionale di razzi sperimentali universitari, distinguendosi per la precisione dei modelli di previsione del volo.
Un debutto positivo per StarPi Aerospace, il team studentesco di progettazione e prototipazione aerospaziale dell’Università di Pisa, che ha partecipato per la prima volta alla European Rocketry Challenge (EUROC) 2026, la competizione europea dedicata ai razzi sperimentali universitari, organizzata a Constância, in Portogallo, dall’Agenzia Spaziale Portoghese in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA).
Selezionato tra oltre 60 candidature provenienti da tutta Europa, StarPi Aerospace è stato uno dei 25 team ammessi alla competizione e uno dei soli due rappresentanti italiani, insieme alla squadra del Politecnico di Milano.
Alla sua prima esperienza internazionale, il team pisano ha conquistato l’undicesimo posto nella classifica finale, distinguendosi per la qualità della progettazione, il lavoro di squadra e la precisione dei modelli utilizzati per prevedere il comportamento del razzo in volo.

Tra i risultati più significativi anche il superamento al primo tentativo della Flight Readiness Review, la verifica tecnica con cui i giudici valutano se il razzo è pronto per il lancio, senza alcuna prescrizione o richiesta di modifica.
Protagonista della competizione è stato StarFly V1.0, il primo razzo sperimentale realizzato dal Rocketry Team di StarPi Aerospace. Lungo 2,90 metri, con un diametro di 149 millimetri e un peso al decollo di quasi 40 chilogrammi, il veicolo è stato progettato per gareggiare nella categoria S3-c, che prevede il raggiungimento di una quota di 3000 metri utilizzando un motore commerciale a propellente solido.
Il 19 ottobre, dopo aver superato le verifiche tecniche e affrontato alcuni interventi di riparazione durante i giorni di gara, StarFly V1.0 è decollato al primo tentativo, raggiungendo una quota massima di 3267 metri in circa 26 secondi, con una velocità massima di circa 920 chilometri orari.
Particolarmente significativo il confronto tra i dati registrati durante il volo e le simulazioni elaborate dagli studenti: il reparto Flight Dynamics aveva previsto, per un volo senza l’attivazione dell’aerofreno, una quota massima di 3286 metri. Lo scarto tra la previsione e la quota effettivamente raggiunta è stato di appena lo 0,6%, confermando l’accuratezza dei modelli utilizzati nella progettazione.
A bordo di StarFly V1.0 era presente anche Pi-LOG, un esperimento realizzato in formato CubeSat 1U, un piccolo cubo di 10 centimetri di lato e del peso di circa un chilogrammo. Il payload ha ottenuto un ottimo punteggio nella valutazione specifica prevista dalla competizione.
Un progetto che coinvolge oltre 150 studenti
StarPi Aerospace riunisce oggi oltre 150 studentesse e studenti dell’Università di Pisa e nasce dall’integrazione di due progetti: il LeanIng Project, attivo dal 2020 nella progettazione di velivoli radiocomandati ad ala fissa, e il Rocketry Team, costituito nel 2025 e dedicato allo sviluppo di razzi sperimentali.
Dal 2026 le due realtà condividono un’organizzazione comune, articolata in reparti tecnici e in un’area dedicata alla gestione dei partner, alla comunicazione e alla logistica.
Il Rocketry Team conta circa 80 componenti, suddivisi in sei reparti: Aerostrutture, Avionica, Flight Dynamics, Payload, Propulsione e Recovery System. Circa due terzi degli studenti provengono dal corso di Ingegneria Aerospaziale, mentre gli altri frequentano diversi corsi di studio, prevalentemente dell’area ingegneristica.

Alla competizione in Portogallo hanno preso parte 30 studenti, il numero massimo consentito per ciascuna squadra. Ad accompagnare il percorso del team sono stati il professor Salvo Marcuccio, referente accademico di StarPi Aerospace, e l’ingegner Matteo Gemignani, contrattista di ricerca, entrambi membri del Laboratorio di Sistemi Spaziali dell’Università di Pisa.
La partecipazione a EUROC 2026 ha rappresentato per il team un’importante occasione per mettere alla prova sul campo le competenze acquisite, confrontarsi con altre squadre universitarie europee e verificare le soluzioni sviluppate durante i mesi di progettazione.
L’esperienza ha inoltre suscitato l’interesse di altre squadre e delle aziende che sostengono il progetto, aprendo nuove opportunità di confronto e collaborazione.
Fonte: www.unipi.it





