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sabato 15 Maggio 2021

Riapertura palestre, ma con lezioni individuali: ”Follia e tragedia per gli imprenditori fitness”

PONTEDERA. Riapertura sì, ma con lezioni esclusivamente individuali: è questa una delle regole principali proposte dal ministero dello Sport e validate dal Comitato tecnico scientifico per chiedere la riapertura delle palestre chiuse, ormai da mesi, a causa dell’emergenza covid.

Il protocollo studiato dal ministero dello Sport elenca tutti gli adempimenti che le strutture dovranno compiere per poter riaprire, anche se le decisioni finali spetteranno al nuovo governo. Per le palestre, quindi, gli scienziati confermano quanto già era emerso nelle ultime settimane: e cioè riapertura limitata solo per lezioni individuali. Abbiamo raggiunto Marco Bartaloni, titolare, insieme al fratello Massimo, della palestra InFit di Pontedera e gli abbiamo chiesto cosa ne pensa di questa ipotesi di riapertura.

Faccio una piccola premessa: non vorrei che si dimenticasse che noi siamo chiusi, oggi compreso, da ormai 107 giorni e se aggiungiamo i 75 giorni del precedente lockdown insomma si fa un conto importante, diventano quasi 190 giorni di chiusura in 12 mesi. Perché per noi il primo lockdown è scattato il 9 di marzo quindi siamo alle porte del dodicesimo mese, senza considerare che l’ambiente del fitness purtroppo è stato fatto riaprire nei mesi di giugno, luglio, agosto che tutti sanno sono veramente mesi terrificanti. Detto ciò, dobbiamo anche sottolineare il fatto che gli aiuti arrivati sono stati in maniera oggettiva insufficienti, quasi inesistenti da quanto le perdite ormai sono sono cospicue”.

Col cambio del governo sembra ci dovrebbero far riaprire, ma se fosse come ho letto sarebbe una follia e una tragedia per la maggior parte degli imprenditori fitness. Mi domando anche come si faccia a poter prendere decisioni del genere e su quali basi, credo a questo punto senza interpellare nessuno del settore, ed è oggettivamente qualcosa di indecente perché da quello che ho letto sembra che si possa aprire con un one to one: vuol dire che può entrare un cliente alla volta e deve venire in palestra e allenarsi con l’ausilio del personal trainer. Ora, l’ausilio del personal trainer vuol dire che c’è un costo in più, quindi il cliente che magari ha già pagato il suo abbonamento per entrare deve pagare il personal trainer. Ma poi c’è un altro aspetto, quanto deve costare quel personal trainer? Cioè quell’ora di allenamento, visto che l’imprenditore dovrà far fronte a tutte le spese con quell’ora. Quante ore posso fare al giorno 7/8? Quindi consideriamo una palestra come la nostra dove abbiamo abbondantemente più di 1000 clienti, cioè  per poter dare il servizio a tutti coloro che giustamente vogliono venire allenarsi con quella media quanto ci metteremo? Perché obbligare le persone a doversi allenare col personal trainer e quindi spendere ulteriormente, tra l’altro in un momento dove economicamente non siamo messi benissimo. Chi vuole o voleva allenarsi col personal trainer ha continuato a farlo indipendentemente dall’apertura delle palestre, in una forma online, all’aperto, nel suo garage, praticamente non ha mai smesso. Se veramente questa sarà la riapertura tutte le palestre saranno in difficoltà, ma soprattutto quelle che come la nostra dove io e Massimo, mio fratello, siamo due imprenditori, non siamo due tecnici e quindi anche se dovessimo aprire e dare diciamo il servizio solo ed esclusivamente attraverso un personal trainer non saremo noi comunque a beneficiarne perché lo dovrà fare un tecnico e quindi quanto sarà la la parte corrispettivo dell’ imprenditore? Questo può andar bene a piccole realtà dove nella maggior parte dei casi l’imprenditore è anche il tecnico e quindi magari riesce a vendere 6/7 ore di personal trainer, ma anche lì i costi aumenterebbero a livelli esponenziali. Se questa sarà la decisione è una vera follia, cioè questo punto meglio stare chiusi”.

Io mi auguro fortemente- conclude Marco Bartaloni-, come tutto il settore, che si possa riaprire come a Marzo: quindi sicuramente con le restrizioni, le sanificazioni, i controlli ma dando la possibilità ai clienti di potersi allenare senza questo discorso del one to one. Magari inizialmente senza i corsi ( per esempio zumba, pilates…), senza l’uso degli spogliatoi, però diciamo che trovino un metro di misura dicendo per esempio se la palestra ha uno spazio dedicato al fitness di 1000 m ci puoi mettere 50 persone perché ci vuole un distanziamento di x metri, mascherina, ecc ecc. Così la riapertura può avere delle chance, altrimenti sarà difficile”.

M.S.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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