Nelle ore successive al vasto incendio che ha interessato lo stabilimento Delca Energy nella zona industriale di Lugnano (Vicopisano), Meteo Pop ha analizzato i dati della qualità dell’aria rilevati dalla stazione di monitoraggio di San Casciano di Cascina: registrato il picco di inquinanti al mattino.
VICOPISANO – Nelle ore successive al vasto incendio che ha interessato lo stabilimento Delca Energy nella zona industriale di Lugnano (Vicopisano), Meteo Pop ha analizzato i dati della qualità dell’aria rilevati dalla stazione di monitoraggio di San Casciano di Cascina, situata a circa 2,5 chilometri dal rogo.
Le misurazioni di PM10 e PM2.5 mostrano un andamento significativo nelle prime ore di oggi, martedì 9 giugno, compatibile con il temporaneo passaggio del pennacchio di fumo nell’area. Di seguito l’analisi nel dettaglio.
Meteo Pop: “Incendio a Lugnano, analizzati i dati della nostra stazione del particolato atmosferico Nelle ore successive al vasto incendio che ha coinvolto lo stabilimento Delca Energy nella zona industriale di Lugnano (Vicopisano), sono stati analizzati i dati di qualità dell’aria provenienti dalla nostra stazione di monitoraggio situata a San Casciano di Cascina a circa 2,5 chilometri in linea d’aria a ovest del rogo”.
“L’analisi delle concentrazioni di PM10 e PM2.5 evidenzia un andamento particolarmente interessante nelle prime ore di martedì 9 giugno, compatibile con il temporaneo passaggio di una porzione del pennacchio di fumo generato dall’incendio.”
Le condizioni meteorologiche della notte
“Durante la notte tra lunedì e martedì si sono verificate condizioni favorevoli all’accumulo degli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera. Il ridotto rimescolamento atmosferico, tipico delle ore notturne, ha limitato la dispersione verticale del fumo. Contestualmente è stata osservata una debole ventilazione dai quadranti orientali e sud-orientali, sufficiente a spingere temporaneamente parte della nube di fumo verso ovest, in direzione della stazione di monitoraggio. In queste situazioni il fumo tende a rimanere confinato nei bassi strati dell’atmosfera, aumentando la probabilità che le concentrazioni di particolato possano crescere anche a diversi chilometri di distanza dalla sorgente.”
Il picco registrato alle 06:09
“Fino alle prime ore della notte i valori si sono mantenuti relativamente bassi e stabili: PM10 generalmente compreso tra 5 e 15 µg/m³; PM2.5 generalmente compreso tra 1 e 6 µg/m³. La situazione cambia rapidamente poco dopo le ore 06:00. Alle 06:09 viene registrato il valore massimo dell’intera serie:
- PM10: 47,2 µg/m³
- 5: 31,2 µg/m³
Si tratta di un incremento molto rapido rispetto ai valori osservati nelle ore precedenti. L’aumento contemporaneo delle due frazioni di particolato rappresenta uno degli elementi più significativi dell’analisi”.
Perché il dato del PM2.5 è importante
“Le particelle PM2.5 costituiscono la componente più fine del particolato atmosferico e sono tipicamente associate ai processi di combustione. Nel momento del picco, il PM2.5 rappresentava circa il 66% del PM10 totale, una percentuale particolarmente elevata e compatibile con la presenza di aerosol derivanti dalla combustione di materiali. Nel caso dell’incendio di Lugnano, che ha interessato grandi quantitativi di materiale plastico e rifiuti destinati al recupero, il rilascio di particolato fine era atteso e risulta coerente con quanto osservato dai sensori”.
Un passaggio temporaneo del pennacchio di fumo
“L’andamento successivo delle concentrazioni fornisce ulteriori indicazioni. Dopo il picco delle 06:09, sia il PM10 sia il PM2.5 iniziano a diminuire progressivamente nel corso della mattinata. Questo comportamento suggerisce che la stazione non sia rimasta costantemente interessata dal fumo, ma che sia stata raggiunta da una porzione del pennacchio per un periodo limitato. Con il sorgere del sole e il progressivo riscaldamento del suolo, il rimescolamento atmosferico è aumentato favorendo una migliore dispersione degli inquinanti e una riduzione delle concentrazioni registrate”.
Cosa indicano i dati
“Sebbene l’attribuzione assoluta richieda ulteriori verifiche e confronti con dati anemometrici e chimici dettagliati, l’insieme degli elementi osservati appare coerente con l’influenza dell’incendio sulla qualità dell’aria nell’area circostante. I principali indizi sono:
- incremento improvviso delle concentrazioni;
- contemporaneo aumento di PM10 e PM2.5;
- elevata percentuale di particolato fine;
- presenza di una debole brezza da est-sud-est durante la notte;
- distanza relativamente contenuta dalla sorgente dell’incendio;
- successiva diminuzione dei valori con l’aumento del rimescolamento atmosferico”.
Conclusioni
“L’analisi dei dati suggerisce che nelle prime ore del mattino del 9 giugno una parte del fumo prodotto dall’incendio della Delca Energy di Lugnano abbia probabilmente raggiunto la stazione di monitoraggio situata a circa 2,5 chilometri dal rogo. Le condizioni meteorologiche notturne hanno favorito il ristagno degli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera, mentre la temporanea ventilazione orientale ha consentito il trasporto del pennacchio verso ovest. Il fenomeno sembra essere stato limitato nel tempo e seguito da un progressivo miglioramento della dispersione atmosferica con il sopraggiungere delle ore diurne”. Fonte e autorizzazione alla pubblicazione da: MeteoPop





