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martedì 9 Giugno 2026
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Incendio Lugnano: ecco le aree dove potrebbero essere ricaduti gli inquinanti

15:43

ARPAT attiva le valutazioni sulla dispersione degli inquinanti e individua le aree potenzialmente interessate dalle ricadute.

In data 8 giugno 2026, intorno alle ore 9,30, la Protezione Civile ha allertato ARPAT per un incendio di un capannone industriale della Delca Energy ubicato a Lugnano nel comune di Vicopisano. L’azienda opera nel recupero di materiali plastici per il loro riutilizzo.

Gli operatori si sono immediatamente recati sul posto dove erano in piena attività le operazioni di spegnimento da parte dei Vigili del Fuoco. Posizionati in area di sicurezza hanno dato le opportune indicazioni sulla gestione delle acque di spegnimento.

Nelle prime fasi del giorno, 8 giugno 2026, la densa colonna di fumo presentava un accentuato sviluppo verticale che piegava verso Pisa solo a notevole altezza grazie a deboli venti da est.

Durante la mattinata i venti si sono mantenuti deboli da E (est)-SE (sud est), cambiando direzione solo durante il periodo centrale della giornata, mantenendo comunque caratteristiche di brezza. Le previsioni del tempo garantivano cielo sereno, ventilazione debole o molto debole, a prevalente regime di brezza, assenza di precipitazioni per le successive 24÷48 ore.

Valutazione previsionali sulla dispersione degli inquinanti in aria

É stata immediatamente attivata la struttura preposta in ARPAT alle valutazioni previsionali sulla dispersione degli inquinanti in aria per le valutazioni inerenti le condizioni meteo finalizzate ad individuare le aree maggiormente interessate dalle ricadute delle sostanze rilasciate in atmosfera dove effettuare eventuali prelievi di campioni ambientali (tipicamente: ortaggi o essenze vegetali “a foglia larga”) per la determinazione analitica circa la presenza di IPA, PCDD/F+PCBDL

I dati meteo rilevati in zona (ad esempio: quelli dalla stazione della rete osservativa della Regione Toscana presso Bocca d’Arno) permettono di ricostruire gli eventi atmosferici.

Nel periodo di interesse (dalle ore 9:00, ora legale in poi, ovvero dalle ore 8:00 ora solare: i dati meteo sono sempre riferiti all’ora solare o locale) mostrano:

  • venti deboli (non più di 1,5 m/s, ovvero non più di 5 km/h) da SE (sud est)-ESE (est-sud est) fino alle 10:00­11:00, ora legale;
  • venti lievemente più sostenuti (circa 5 m/s, ovvero 18 km/h) da W (ovest)-WSW (ovest -sud ovest) dalle 11:00, ora legale.

Dopo il tramonto, i venti si sono attenuati nuovamente, ruotando nuovamente da E (est)-SE (sud est).

Le condizioni generali dei bassi strati dell’atmosfera possono definirsi neutre, ovvero con tendenza ad un sostenuto innalzamento dei fumi fino alla quota dell’eventuale inversione termica (intorno a 1000÷1500 m s.l.m.), almeno nelle ore del primo mattino e dopo il tramonto (nelle ore centrali la quota di inversione tende ad aumentare notevolmente). Le fotografie scattate dagli operatori del Dipartimento ARPAT di Pisa confermano le suddette valutazioni.

Alla luce di queste valutazioni, si ritiene che le aree maggiormente interessate dalle ricadute degli inquinanti sprigionati nel corso dell’incendio possano essere quelle rappresentate nella figura sottostante, individuata sovrapponendo:

  • un’area circolare di raggio 300 m circa attorno al luogo dell’incendio, per tenere conto del fatto che la colonna dei fumi nella prima fase di innalzamento (e sicuramente nelle prime 2 ore circa dall’evento, quelle più critiche) si è mantenuta pressoché sulla verticale del sito;
    un settore circolare di raggio 500 m circa attorno alla direzione verso NW (nord ovest), per tenere conto che, nelle prime due ore dall’evento, i fumi, una volta innalzati, sono stati sospinti in quella direzione a causa dei venti da SE (sud est);
  • un settore circolare di raggio 800 metri circa, attorno alla direzione verso E (est), per tenere conto che dalle ore 11:00 dell’8 giugno 2026 in poi il vento è risultato più teso, ruotando da W (ovest). Nella figura sono indicate le posizioni di massima di alcuni punti di prelievo di campioni ambientali, collocati nelle aree individuate, prevedendo anche un punto di “bianco” per l’eventuale prelievo di controllo in un’area che non pare interessata dalle ricadute.

Foto: www.arpat.toscana.it

In questa fase, in attesa degli esiti dell’attività condotta dai VVFF (vigili del fuoco), non si prevede di campionare oltre tali aree, anche se l’odore di fumo può essere stato percepito, perché gli effetti delle ricadute al suolo (per effetto gravitazionale) sono quelle che interessano e che, nelle aree sottoindicate, potrebbero fornire dati almeno rilevabili con le analisi di laboratorio.

Sono state concordate con il Laboratorio ARPAT -Area Vasta Costa- le quantità necessarie di materiale vegetale. Inoltre, i punti di prelievo saranno scelti non nelle immediate adiacenze di altre sorgenti (tipo: strade ad alto traffico).

Esecuzione dei campionamenti

I campionamenti sono stati programmati a partire dal pomeriggio di oggi, 9 giugno 2026, e interesseranno l’area prossima all’incendio in direzione del vento della prima giornata (8 giugno).Successivamente si procederà mercoledì mattina (10 giugno) nella direzione di Cascina.

Questo consente al particolato rilasciato nel corso dell’incendio di depositarsi, rispettando la successione temporale che si è susseguita nella direzione del vento. Questo corrisponde, tra l’altro, a campionare in condizioni di vento contrario al momento del campionamento. Occorre, infatti, attendere che le polveri si depositino, non essendo rappresentativi campionamenti eseguiti nell’immediatezza degli eventi.

Il programma di campionamento, sopra descritto, potrà ovviamente subire cambiamenti in relazione all’evolversi della situazione, sia per lo stato dell’incendio che per le condizioni meteo.

Qualità dell’aria nella centralina di PISA-Borghetto

Infine, un controllo della qualità dell’aria nella centralina di PISA-Borghetto mostra un lievissimo incremento negli ossidi di azoto e del particolato (PM10 e PM 2.5) che resta, comunque, abbondantemente al di sotto dei limiti di legge. Tale evento era previsto in relazione alla distanza della stessa centralina di monitoraggio rispetto al sito oggetto dell’evento. Fonte: www.arpat.toscana.it

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