Paolo Bianco guiderà il Pisa: un tecnico cresciuto tra Allegri e De Zerbi per aprire un nuovo ciclo. La carriera e la proposta di gioco.
Paolo Bianco è il nuovo allenatore del Pisa. Dopo giorni di riflessioni e valutazioni interne, è arrivato il via libera definitivo da parte del patron Alexander Knaster, che ha sciolto le ultime riserve affidando la panchina nerazzurra al tecnico pugliese. Una scelta che apre ufficialmente un nuovo capitolo per il club toscano, deciso a ripartire da un allenatore giovane ma già ricco di esperienze importanti maturate anche accanto a figure di alto livello.
Gli inizi di carriera di Bianco
Originario di Foggia, Bianco ha dato il via alla carriera da allenatore immediatamente dopo aver chiuso quella da calciatore nel 2015. Le prime esperienza sono state nel settore giovanile del Sassuolo, lavorando come vice della formazione Primavera fino al 2017. Successivamente sono arrivate le esperienze in Serie C alla guida di Siracusa e Sicula Leonzio, tappe che gli hanno permesso di iniziare a costruire una propria identità.
I mentori Allegri a De Zerbi
Nel 2019 il ritorno al Sassuolo ha rappresentato una svolta significativa nel suo percorso. Bianco è entrato infatti nello staff di Roberto De Zerbi, seguendolo poi anche nell’avventura allo Shakhtar Donetsk. Un’esperienza intensa, interrotta bruscamente dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, evento che lo stesso allenatore ha raccontato più volte come profondamente segnante dal punto di vista umano e professionale. Lui stesso ha detto testualmente: “Tornerò in Ucraina un giorno, magari non per allenare, ma devo tornarci per completare un pezzo della mia vita”.
Nel suo percorso hanno avuto un peso importante gli incontri con due figure di rilievo del calcio attuale: Massimiliano Allegri e lo stesso De Zerbi sopracitato. Il rapporto con Allegri nasce ai tempi del Cagliari, quando Bianco era ancora calciatore e l’attuale tecnico livornese sedeva in panchina. Con De Zerbi, invece, il legame si è creato nel 2006 durante l’esperienza condivisa a Catania. Un rapporto rimasto solido negli anni, tanto che l’allenatore del Tottenham era presente anche a Monza nella finale playoff contro il Catanzaro per sostenere l’amico.
Modena, Frosinone, Monza e l’approvazione di Galliani
Dopo le esperienze da collaboratore tecnico, nel 2023 è arrivata per lui la prima vera occasione da capo allenatore in Serie B con il Modena. Un’avventura conclusa ad aprile con l’esonero e la squadra al tredicesimo posto, in un contesto non semplice anche per il forte legame dell’allenatore con il Sassuolo, storica rivale sportiva dei canarini. Una situazione che non gli ha mai consentito di entrare pienamente in sintonia con l’ambiente modenese.
Nella stagione successiva, invece, Bianco è riuscito a rilanciarsi con il Frosinone, centrando la salvezza dopo essere subentrato a metà febbraio. 5 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte che sono valse la permanenza in Serie B. Poi l’ultima annata a Monza, conclusa con la promozione in Serie A dopo un campionato chiuso al terzo posto con il record di punti per una squadra classificata in quella posizione. Un risultato ottenuto nonostante le numerose difficoltà iniziale vissute dal club brianzolo tra incertezze societarie e i continui rumors legati ai possibili addii di alcuni giocatori chiave.
Bianco, ricordiamo, era stato scelto inizialmente da uno dei più grandi dirigenti italiano: Adriano Galliani. Successivamente, poi, confermato anche dalla nuova proprietà dei brianzoli.
Cosa porterà Bianco a Pisa
Dal punto di vista tattico, il nuovo allenatore del Pisa ha mostrato idee precise e riconoscibili. Tra Modena Frosinone e Monza ha alternato soprattutto il 3-4-2-1 e il 4-3-2-1, sistemi accomunati dalla presenza di due trequartisti alle spalle della punta centrale.
A Pisa ritroverà inoltre due calciatori già allenati in passato come Isak Vural e Mateus Lusuardi. La sua filosofia rappresenta una sintesi tra il pragmatismo di Allegri e i principi di gioco di De Zerbi: qualità nella proposta quando le condizioni lo permettono, ma senza rinunciare all’equilibrio, la ricerca della concretezza e della verticalità. Un calcio capace di adattarsi alle partite, con o senza possesso palla, guardando all’Arsenal di Mikel Arteta come modello da cui prendere ispirazione. Parola di Bianco stesso.
A cura di Matteo Casini





