È arrivata la risposta ufficiale del Comune di Pontedera alla petizione promossa da cittadini e associazioni per chiedere la tutela dell’area del Noceto e una revisione delle previsioni edificatorie previste nella cosiddetta “Contrada Alluvione“. L’amministrazione comunale ha comunicato che la questione sarà affrontata nell’ambito dell’iter di approvazione del Piano Operativo Comunale (POC) durante la seduta del Consiglio comunale del prossimo 15 giugno.
Una risposta che i promotori della petizione accolgono con attenzione, pur sottolineando la necessità che il confronto non si esaurisca in un semplice passaggio formale. «Ci auguriamo che l’Amministrazione voglia realmente ascoltare le istanze dei cittadini che vivono il territorio e ne conoscono le criticità», afferma Riccardo Signorini.
Al centro della richiesta vi è la salvaguardia del Noceto, un’area considerata di rilevante valore ambientale, anche se non classificata come bosco antico. Secondo i promotori della petizione, la conservazione di questo spazio naturale rappresenterebbe una scelta più sostenibile rispetto alla realizzazione di nuove edificazioni nella zona denominata “Contrada Alluvione”, un’area situata in prossimità di un argine e caratterizzata da un delicato equilibrio idraulico.
Tra le preoccupazioni espresse dai firmatari vi sono gli effetti che una nuova urbanizzazione potrebbe avere sulla capacità del terreno di assorbire le acque meteoriche. «Ogni nuova edificazione riduce inevitabilmente la permeabilità del suolo, aumentando le criticità già presenti e andando in una direzione opposta rispetto alle esigenze di adattamento ai cambiamenti climatici», sostengono i promotori.
Nella loro presa di posizione viene inoltre richiamata l’attenzione sugli impegni assunti dall’attuale amministrazione durante la campagna elettorale. In particolare, si fa riferimento agli obiettivi di tutela del territorio, contenimento del consumo di suolo e sostenibilità ambientale indicati nel programma del sindaco.
Il dibattito sul futuro dell’area del Noceto si inserisce dunque nel più ampio percorso di definizione del Piano Operativo Comunale, uno strumento destinato a incidere sulle scelte urbanistiche dei prossimi anni.
I promotori della petizione annunciano che continueranno a seguire con attenzione l’iter del piano, ribadendo la necessità che lo sviluppo del territorio sia compatibile con la sicurezza idraulica, la qualità della vita dei residenti e la salvaguardia del patrimonio naturale esistente.





