Incendio Delca Energy, Petrucci (FdI): “La Regione coinvolga il Ministero dell’Ambiente nella valutazione dei rischi. La cittadinanza è preoccupata e pretende risposte”
Cresce il dibattito politico e istituzionale dopo il rogo nello stabilimento della Delca Energy, nel comune di Vicopisano, dove sarebbero finite in fumo circa 2.500 tonnellate di materiali plastici. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia chiede una task force nazionale e il coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente.
Sono ancora numerosi i punti da chiarire sull’incendio avvenuto nell’impianto della Delca Energy di Vicopisano, dove nei giorni scorsi un vasto rogo ha coinvolto ingenti quantità di materiale plastico.
A sollevare nuovamente la questione è il consigliere regionale di Diego Petrucci (Fratelli d’Italia), che denuncia la mancanza di informazioni tempestive e di un coordinamento istituzionale adeguato nelle ore successive all’evento.
Secondo Petrucci, resta innanzitutto irrisolto il nodo principale: “cosa hanno respirato i cittadini” e se vi siano state conseguenze sulla salute pubblica o contaminazioni ambientali. Le attività di analisi sono in corso da parte di ARPAT e della ASL, ma il consigliere sottolinea come le prime comunicazioni ufficiali siano arrivate con un ritardo giudicato significativo, a quasi 24 ore dall’incendio.
“In situazioni di emergenza – si evidenzia nel ragionamento del consigliere – la popolazione ha bisogno di informazioni precise e immediate da parte delle istituzioni e degli organi tecnici competenti”. Critiche vengono rivolte anche alla Regione Toscana, accusata di una presenza comunicativa insufficiente nelle fasi iniziali dell’emergenza.
Nel mirino delle osservazioni politiche anche il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore regionale Barontini, che secondo Petrucci non avrebbero ancora riferito in Consiglio regionale sulla vicenda. Il consigliere di opposizione afferma inoltre di non aver ricevuto risposte puntuali su un elemento centrale dell’inchiesta: la natura dei materiali andati bruciati.
Ulteriori interrogativi riguardano la sicurezza dell’impianto e i controlli effettuati nel tempo. Petrucci chiede infatti chiarimenti su diversi aspetti: le cause dell’incendio, le modalità di vigilanza sull’azienda, la tipologia dei materiali stoccati e le ragioni che hanno permesso la presenza di un impianto di tali dimensioni in prossimità di aree abitate. Tra le domande poste, anche il tema del monitoraggio ambientale: perché, si domanda, non sarebbero più presenti colonnine di rilevamento dell’aria nella zona.
Il consigliere annuncia inoltre l’intenzione di presentare una mozione per chiedere che la Regione si attivi affinché il Ministero dell’Ambiente acquisisca una relazione urgente dagli enti competenti e coinvolga l’ISPRA nel supporto tecnico alle valutazioni ambientali.
Tra le proposte avanzate figura anche l’istituzione di una task force composta da Ministero, università toscane e principali istituzioni scientifiche e sanitarie, con l’obiettivo di definire un quadro “chiaro e scientificamente solido” sui possibili rischi a medio e lungo termine e sulle eventuali operazioni di bonifica necessarie.
Accanto a Petrucci si è espresso anche il consigliere comunale di Vicopisano Gianmatteo Giorgi, che condivide le richieste di trasparenza e approfondimento sulla gestione dell’emergenza e sulle sue conseguenze.
“La salute dei residenti non può aspettare”, ribadisce il consigliere regionale, che annuncia nuove iniziative consiliari per ottenere risposte puntuali dalla Giunta regionale. L’obiettivo dichiarato è riportare la vicenda all’attenzione delle istituzioni e garantire, secondo la sua impostazione, un monitoraggio più stringente e una comunicazione più rapida in caso di emergenze ambientali.
Nel frattempo, proseguono le analisi ambientali e sanitarie degli enti competenti, mentre resta alta l’attenzione dei cittadini di Vicopisano, in attesa di un quadro definitivo sugli effetti del rogo e sulle eventuali conseguenze per il territorio.





