Il Sindacato deposita un nuovo esposto e chiede chiarezza su indagini, analisi e conservazione dei reperti.
Il Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi deposita presso la Procura della Repubblica di Pisa un nuovo esposto-denuncia sui due canidi, apparentemente appartenenti alla specie lupo, rinvenuti uccisi e con la testa separata dal corpo nell’aprile 2026, a pochi giorni e pochi chilometri di distanza.
Il primo episodio risale al 3 aprile, lungo la strada statale 67 bis Arnaccio. Secondo la documentazione dell’ASL Toscana Nord Ovest, una testa indicata come “lupoide” fu sequestrata penalmente dai Carabinieri Forestali di Calcinaia e consegnata all’Istituto Zooprofilattico di Pisa.
Il secondo episodio risale al 10 aprile, presso il cavalcavia Paolo Savi nel Comune di Cascina. La scheda di intervento SA12180 descrive un lupo con la “testa staccata dal corpo” e riferisce il trasferimento dei resti all’Istituto Zooprofilattico.
Sette mesi senza conoscere gli esiti
Nonostante le richieste di accesso agli atti presentate a luglio e i successivi solleciti, non sono stati comunicati gli esiti degli accertamenti genetici, necroscopici, tossicologici o balistici. Non è stato chiarito se i due animali appartenessero allo stesso areale, quale sia stata la causa della morte, se siano state utilizzate armi o sostanze tossiche e se i due episodi siano investigati congiuntamente.
Il 6 agosto i Carabinieri Forestali comunicarono che non era possibile fornire informazioni perché coperte da segreto istruttorio. Il Sindacato non chiede la divulgazione di attività investigative riservate: chiede però che siano verificabili la catena di custodia, l’esecuzione delle analisi, la conservazione dei reperti e l’esistenza di un procedimento effettivamente seguito.
Le richieste contenute nell’esposto
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accertare se esistano uno o più procedimenti penali e se i due episodi siano stati collegati;
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acquisire verbali, fotografie, registri di ingresso e referti dell’Istituto Zooprofilattico;
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verificare specie, provenienza, causa della morte e momento della decapitazione;
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ricercare proiettili, sostanze tossiche, tracce biologiche e collegamenti con il bracconaggio;
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garantire la conservazione dei reperti e dei campioni;
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identificare gli autori e gli eventuali concorrenti.
La posizione del Sindacato
«Due animali particolarmente protetti sono stati uccisi, mutilati e abbandonati in modo eccezionale. Dopo sette mesi la collettività non conosce neppure gli esiti essenziali degli accertamenti. Il segreto investigativo deve proteggere le indagini, non trasformarsi in un vuoto permanente di informazioni e responsabilità», dichiara Maurizio Baglioni, responsabile del Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi.
«La tutela della biodiversità non può dipendere dall’attenzione momentanea generata da una fotografia o da un titolo di cronaca. Servono indagini effettive, conservazione delle prove e risposte istituzionali verificabili. L’uccisione di un lupo non è un episodio folkloristico né un gesto da normalizzare: riguarda legalità, sicurezza ambientale e qualità democratica delle istituzioni».





