Caccia a Coltano, il Comitato denuncia pallini su persone, auto e case e un appostamento illegale vicino alle abitazioni.
PISA. Pallini finiti su persone, auto e abitazioni e un appostamento di caccia realizzato a pochi metri dalle case. È quanto denuncia il Comitato per la difesa di Coltano, che racconta una situazione di forte preoccupazione tra i residenti, anche alla luce del ritrovamento di cartucce, rifiuti e una rudimentale brandina.
Si riporta integralmente il comunicato stampa COMITATO PER LA DIFESA DI COLTANO (parco MSRM)
“Ero nel mio giardino con amici e clienti, alle 4 di pomeriggio, e abbiamo sentito lo sparo. E’ stato un attimo: una pioggia di pallini ha investito me, i miei amici e le nostre auto” – dice F., giovane residente di Coltano. E così un tranquillo giovedì pomeriggio di sole si è trasformato in ore di rabbia e tensione.
“Non ho riportato danni, ma ci siamo molto spaventati e la mia auto e quelle degli amici sono state ricoperte di pallini – continua F. – lo sparo veniva proprio in direzione delle case, tanto che ho chiamato subito il 113”.
Ed è stato un bene, perché, seguendo la direzione del rumore, le forze dell’ordine hanno scoperto una sorta di capanno fatto di frasche, illegale e distante meno di 70 metri dalle abitazioni. Un vero atto di bracconaggio, e i carabinieri hanno poi individuato e identificato due cacciatori.
Le immagini documentano lunghe attese e appostazioni passate sopra una rudimentale brandina, con d’intorno inquinantissime cartucce, reti e tante cicche di sigarette.
“Quest’anno siamo partiti col botto – dice Anita Faccendoni, presidente del comitato per la difesa di Coltano – qui sembra di essere in guerra! “Ieri ho fatto l’ultima passeggiata con i cani, è pericoloso, sparano da ogni parte” – aggiunge un’altra residente – “ho sentito sparare anche alle tre di notte, dentro la pineta”.
Lo caccia infierisce su un paese già stremato dall’eterno, e mai seriamente affrontato, problema degli abbandoni dei rifiuti problema, e della non semplice convivenza con un campo Rom, sul quale non si fanno più controlli, ma solo annunci altisonanti privi di conseguenze operative.
La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che alcuni proprietari di terreni, avvalendosi dalla legge nazionale 157 del 1992 (articolo 15), avevano inoltrato alla Regione Toscana la domanda di escludere i propri terreni dalla caccia; ma la Regione ha risposto negativamente, in quanto, per inoltrare tale domanda, bisogna attendere la pubblicazione del piano faunistico venatorio sul BURT.
L’incomprensibile ritardo della Regione sulla pubblicazione del piano venatorio, a caccia già aperta, a cui seguiranno 30 giorni per inoltrare le domande e un tempo congruo per valutarle, fa sì che, incredibilmente, si possa cacciare ovunque, anche sulle proprietà private, privando i cittadini di un loro diritto.
Ed è facile immaginare che gran parte della stagione venatoria proseguirà in questo modo. “Cosa possiamo fare? – dice Faccendoni – nei giardini recintati non entrano, ma fuori in alcuni momenti è impossibile e pericoloso uscire! Siamo obbligati a stare rinchiusi”. E tutto ciò in area parco.





