Sandro Banchellini, morto a 48 anni in un incidente sulla FiPiLi, viene ricordato a due anni dalla tragedia con un commovente messaggio.
Sono passati 730 giorni dalla morte di Sandro Banchellini, volontario della Protezione Civile e ideatore del canale social “I Dannati della FiPiLi”, deceduto a 48 anni in un incidente stradale avvenuto all’altezza di Lavoria.
Una morte legata proprio a quella strada che Sandro conosceva e raccontava quotidianamente.
A due anni dalla sua scomparsa, la Croce Rossa Italiana – Unità Territoriale di San Giovanni alla Vena ha voluto ricordarlo con un lungo e commovente messaggio, accompagnato da una fotografia.
«730 giorni. 730 giorni da quando te ne sei andato», sono le parole con cui si apre il ricordo. Due anni durante i quali la vita è andata avanti, tra momenti felici e difficili, decisioni, feste e giornate importanti. Ma in ciascuno di quei momenti, raccontano gli amici, è rimasta una domanda: «Chissà cosa avrebbe detto Sandro…».
Nel messaggio Sandro viene ricordato attraverso i piccoli gesti della quotidianità, quelli che più di ogni altra cosa raccontano l’assenza di una persona.
«Manca la tua voce. Mancano le tue battute. Manca la tua risata. Manca quel tuo modo di esserci. Mancano i tuoi abbracci. Mancano le nostre infinite chiacchierate».
E ancora le merende, le cene organizzate all’ultimo momento, le discussioni e quelle occasioni trascorse insieme che oggi sono diventate ricordi preziosi.
La Croce Rossa ricorda anche il suo sorriso, definito «sincero e timido», e quella capacità di portare leggerezza anche nelle giornate più difficili.
«E forse è proprio questo il regalo più grande che ci hai lasciato: un sorriso capace di sopravvivere al tempo».
Il passare degli anni, si legge nel messaggio, non cancella il dolore.
«In questi due anni abbiamo imparato che la tua assenza non diventa più leggera. E probabilmente non lo diventerà mai. Semplicemente, impariamo a conviverci».
Sandro continua così a essere presente nelle fotografie, nelle storie condivise, nelle risate improvvise quando qualcuno ricorda una sua battuta e nei momenti di silenzio in cui ci si accorge che manca qualcuno.
«Perché l’amicizia vera non finisce quando una persona se ne va. Cambia forma. Diventa ricordo, diventa nostalgia, diventa una presenza silenziosa che ci accompagna ogni giorno».
La sua storia era profondamente legata anche alla FiPiLi, strada che Sandro aveva raccontato attraverso il canale “I Dannati della FiPiLi” e che, nel giorno della sua morte, è diventata il luogo della tragedia.
A due anni da quel giorno, il ricordo degli amici della Croce Rossa restituisce soprattutto il volto della persona, oltre quello del volontario e dell’uomo conosciuto sui social.
«Sono passati due anni, Sandro. Il tempo corre, la vita va avanti… ma il posto che hai lasciato dentro di noi è rimasto lì. E resterà per sempre».
Il messaggio si conclude con un saluto rivolto a Sandro e con una promessa: continuare a ricordarlo, a sorridere pensando a lui e a mandare «un bacio verso il cielo», nella speranza che possa arrivare fino a lui.
«Ti vogliamo tanto bene, Sandro. E continueremo a volertene, per sempre».





