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mercoledì 26 Gennaio 2022

Apit scende in piazza a Livorno

L’Associazione delle Partite Iva, nella giornata di ieri, è scesa in piazza a Livorno.

Saviano Raffaele, coordinatore Apit Italia Pisa Valdera esordice così: “Moltissime le attività commerciali che sono state dimenticate e trascurate dal Governo come i grossisti, i titolari di palestre, i ristoratori, agenti di commercio, operatori derl turismo e numerose attività commerciali rischiano di chiudere nel 2021.  Sono passate due settimane dalla manifestazione di Roma, ma il nuovo anno non ha portato nessun miglioramento per le Partite Iva. Il nuovo anno non ha portato le tutele necessarie per Partite Iva e le microimprese che sono letteralmente strozzate dai nuovi Dpcm e da cali di fatturato spaventosi; quindi Apit Italia insieme ad un gruppo Livorno gli incappiati ha voluto rappresentare la situazione drammatica costruendo un patibolo con tanto di due manichini impiccati, per la morte delle Partite Iva”.

Il Presidente di Apit Italia Massimo Gervasi è intervenuto dal palco di Livorno: “Perché il Governo finge? L’economia italiana ha perso quasi il 30% della sua capacità produttiva. Migliaia di attività hanno visto un calo di fatturato, che si traduce in mancanza di liquidità, necessaria per tasse, bollette , spese vive e fatture. Il 2021 vedrà oltre trenta milioni di cartelle esattoriali che andranno ad affossare le imprese superstiti, dopo le trecentomila attività commerciali che hanno già chiuso nel 2020. Le chiusure indiscriminate hanno distrutto l’economia e le Istituzioni non hanno agito con coraggio ed efficienza. I dati di Eurostat sono impietosi: un calo di fatturato dell’ 87% per gli alberghi, fiere e convegni, -222% per agenzie di viaggi e tour operator”.

Il Presidente Gervasi continua: “Per l’arricchimento di pochi individui stiamo contribuendo all’impoverimento di milioni di persone, serve riportare la giustizia e la competenza nelle Istituzioni”. La lunga giornata si è conclusa ad Arezzo dove una delegazione di Apit Italia era in una palestra, una delle numerose attività commerciali inspiegabilmente dimenticate dai ristori del Governo Conte. Da quel luogo emblematico per i disagi di migliaia di imprenditori, il Presidente Massimo Gervasi ha parlato in collegamento con “ Diritto e Rovescio”, il programma di approfondimento politico in onda su Rete 4 dalle 22 in poi. Nell’intervento Il Presidente Gervasi ha portato il suo vissuto personale di imprenditore titolare di 3 diverse attività commerciali, una delle quali è stato costretto a chiudere. Infatti ha ricordato agli ospiti in studio che prendere delle “elemosine” da 600 euro due volte ed una da 1000 euro, in più di sette mesi di inattività, è semplicemente vergognoso nonché indice di una profonda miopia nei confronti delle attività commerciali. “Questo è il momento di adottare le misure che servono veramente: detassazione totale degli utili investiti, aliquota unica (10%) sul reddito d’impresa prelevato dall’imprenditore; eliminazione degli oneri accessori nelle bollette, condono fiscale, moratoria rating bancari, ricalcolo della perdita di fatturato su base annua, web tax per i colossi del digitale (dal 3 al 15%)” coclude Apit.

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