Rivolta al carcere Don Bosco di Pisa, Azione chiede un’informativa urgente al ministro Nordio. Benzoni e Manca Benedetti intervengono sul sovraffollamento.
Dopo la rivolta avvenuta nella notte all’interno del carcere Don Bosco di Pisa, arriva la presa di posizione di Azione, con la richiesta di un’informativa urgente al ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Sommossa nel carcere di Pisa, scatta la maxi emergenza: segnalato anche un incendio
La situazione all’interno dell’istituto penitenziario ha richiesto l’intervento di più squadre di soccorso, con personale sanitario, Polizia, Vigili del fuoco e altre forze dell’ordine impegnate nella gestione dell’emergenza. Secondo le prime informazioni, ancora in corso di verifica, all’interno della struttura sarebbe stato segnalato anche un incendio.
La vicenda sarebbe stata preceduta, secondo quanto appreso, dalla scoperta da parte di alcuni detenuti di microspie e telecamere nascoste nelle celle, installate per finalità investigative. L’episodio sarebbe poi emerso attraverso alcune dirette TikTok realizzate da detenuti. Su questi aspetti sono in corso gli accertamenti.
L’emergenza si è conclusa alle 6.18, quando le squadre delle Misericordie impegnate nelle operazioni sono rientrate nelle rispettive sedi.
Sulla vicenda è intervenuto in Aula alla Camera Fabrizio Benzoni, vicecapogruppo di Azione alla Camera, chiedendo un’informativa al ministro Nordio.
«La scorsa notte è avvenuta l’ennesima rivolta in un carcere italiano, quello di Pisa. Oltre ad esprimere la solidarietà agli agenti della Polizia Penitenziaria intervenuti, ricordo che quel carcere ha il 150% di sovraffollamento e sta subendo pesanti arrivi dalla casa circondariale di Sollicciano che ha ricevuto una sentenza di chiusura di parte dei padiglioni.
La scorsa estate molti istituti penitenziari italiani sono stati al centro di rivolte e di aggressioni nei confronti degli agenti penitenziari. Nelle carceri continuano a mancare formazione e lavoro, mentre il governo parla di 10 mila nuovi posti da quattro anni ma non se ne vede nessuno attuato.
Chiediamo, quindi, l’ennesima informativa urgente al ministro Nordio: il ministro della Giustizia deve affrontare una discussione con il Parlamento sulla difficile situazione degli istituti penitenziari italiani».
Sulla situazione del carcere pisano è intervenuto anche Alberto Manca Benedetti, segretario provinciale di Azione Pisa.
«Quello che sta accadendo al Don Bosco – aggiunge Alberto Manca Benedetti, segretario provinciale di Azione Pisa – non nasce questa notte. Il carcere di Pisa era già fortemente sovraffollato prima che, a seguito delle criticità di Sollicciano, venissero trasferiti qui altri detenuti.
Si è scelto di intervenire su un’emergenza creando, di fatto, ulteriori difficoltà in una struttura che già faticava a garantire condizioni adeguate e una gestione ordinata della vita penitenziaria».
«Dopo quanto accaduto – prosegue Manca Benedetti – è necessario che vengano date risposte chiare su tutto ciò che ha preceduto la rivolta e sulle condizioni in cui il Don Bosco si trova oggi.
Ci sono questioni che riguardano il sovraffollamento, le condizioni igienico-sanitarie, il personale e la gestione quotidiana dell’istituto che non possono essere lasciate sullo sfondo. E ci sono circostanze emerse nelle ultime ore sulle quali è necessario fare piena chiarezza, senza scorciatoie e senza zone d’ombra.
Se un carcere già oltre la propria capienza viene ulteriormente caricato per far fronte alle criticità di un altro istituto è doveroso sapere con quali valutazioni, quali garanzie e quali verifiche questa scelta sia stata assunta».





