Il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni replica a Danti sul futuro della gestione dei rifiuti, gli impianti e la chiusura del ciclo in Toscana.
Il dibattito sul futuro della gestione dei rifiuti in Toscana è al centro del confronto politico. Dopo l’intervento di Danti sul tema, il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni interviene nuovamente per replicare alle sue dichiarazioni e riportare l’attenzione sulla necessità di affrontare il tema anche dal punto di vista degli impianti e della chiusura del ciclo dei rifiuti.
Nel suo intervento, Macelloni rivendica l’esperienza maturata da Peccioli nel settore e sottolinea l’importanza, a suo giudizio, di affiancare alle politiche di prevenzione, riuso e riciclo una riflessione concreta su ciò che accade ai rifiuti che inevitabilmente rimangono e sulle infrastrutture necessarie per gestirli.
Il sindaco affronta inoltre il rapporto tra gestione degli impianti e politica, sostenendo che chi opera quotidianamente nel settore debba avere titolo per partecipare al confronto sulle strategie regionali.
Nella parte finale della replica, Macelloni si sofferma anche sulle conseguenze politiche del dibattito, richiamando il rapporto tra il Partito Democratico e gli alleati della coalizione.
Di seguito pubblichiamo integralmente l’intervento del sindaco di Peccioli Renzo Macelloni.
“Caro Danti, sono intervenuto sul tuo articolo e ora intendo replicare. Questo perché ti conosco da tempo e conosco la tua intelligenza, la tua serietà. Come puoi vedere, tanti parlano di cose che riguardano Peccioli. Sarebbe facilissimo replicare, ma sarebbe uno spreco anche solo di un minuto di tempo per tanti commentatori del nulla.
È fuori dubbio che una persona come te, che rappresenta un pezzo importante della coalizione che governa la Regione, intervenga e parli di Peccioli. Pensare che io non abbia titolo a intervenire, sia come sindaco sia come esponente del PD, è un errore. Sta qui il limite di certi ragionamenti politici: staccare i discorsi dai fatti, in questo caso dagli impianti.
Tu scrivi, testualmente, che “la vera innovazione è costruire un sistema che produca meno rifiuti, investa su prevenzione, riuso e riciclo e utilizzi le migliori tecnologie disponibili”.
Bene. Condivido tutto quello che dici. Anzi, lo sto praticando fin dal 1990, quando abbiamo realizzato i primissimi impianti che recuperavano biogas (irrisi da molti) ed energia dai rifiuti.
E poi?
Dopo aver costruito un sistema che produca meno rifiuti, investito nella prevenzione, nel riuso e nel riciclo, cosa succede ai rifiuti che inevitabilmente rimangono? Dove vanno? Con quali impianti si chiude il ciclo? Perché è esattamente da questo punto in poi che continuo a non sentire una proposta concreta.
E poi, fammelo dire, relegare la complessa e articolata esperienza di Peccioli, e quello che rappresenta, a una questione privata la trovo incommentabile. Una lettura del genere offende la tua intelligenza.
Il vero problema è il passaggio logico: tutte queste cose come si fanno? Con quali impianti? Con quali investimenti? Con quale prospettiva strategica? Ed è lì che non sento proposte, se non affermazioni di apparente buon senso.
Pensare che ci sia una politica che può ragionare e che chi gestisce gli impianti e risolve i problemi quotidiani, in gran parte della Toscana, non ne abbia titolo, sta proprio qui la difficoltà della politica: non mettere insieme ragionamento e scelte operative, in questo caso impiantistiche.
Il tuo intervento ha chiaramente anche il senso di sfidare il PD. Io, semplicemente, mi permetto di dire che è un errore, in ogni caso. Se il PD tiene le sue posizioni, si aggrava il fossato con gli alleati, cosa di cui nessuno oggi sente il bisogno; nel secondo caso avremmo un’umiliazione del PD, con la doppia conseguenza di un’irrilevanza del partito più forte della coalizione e del restringimento del campo largo, che, in conseguenza di ciò, sarebbe sempre più stretto. Questo non giova a nessuno.“





