L’Urologia 1 dell’Aoup centro di eccellenza per la biopsia prostatica fusion e la terapia focale del carcinoma prostatico.
L’Urologia 1 dell’Aoup ha ottenuto l’attestato di Centro di eccellenza per le tecnologie fusion Koelis (biopsia prostatica fusion e terapia focale del carcinoma prostatico) con la certificazione di trainer esperto in queste metodiche per Riccardo Bartoletti, direttore nonché ordinario di Urologia all’Università di Pisa e i colleghi urologi Alessandro Zucchi (associato) e Matteo Pacini.
Nei mesi scorsi proprio in Aoup, all’Ospedale di Cisanello, si era tenuta infatti la prima Masterclass su entrambe le procedure con i maggiori esperti europei del settore, fra cui Eric Barret di Parigi e Juan Ignacio Martínez-Salamanca di Madrid, responsabili del progetto Jupiter afferente alla Società Europea di Urologia, oltre a 10 discenti provenienti da tutta Italia.
La terapia focale del carcinoma prostatico è una metodica sperimentale che consente il trattamento della malattia in regime di Day Hospital con anestesia locale e modesta sedazione. Al momento vengono trattati solo casi selezionati afferenti a due progetti di ricerca. Nel dettaglio i pazienti con malattia a basso rischio vengono inclusi nel progetto regionale mentre quelli a rischio intermedio nel progetto Jupiter. I casi a maggior rischio di progressione vengono invece trattati con chirurgia radicale robotica.
“L’apparecchiatura ed il software utilizzato sia per le biopsie fusion sia per la terapia focale – spiega Bartoletti – sono stati acquisiti con fondi derivanti da progetti di ricerca effettuati in collaborazione con Regione Toscana ed altri partner. Ad oggi sono state effettuate oltre 300 biopsie prostatiche fusion e circa 30 pazienti sottoposti a trattamento focale. Da sottolineare come l’uso di questa apparecchiatura, in grado di fornire una cartografia accurata della ghiandola prostatica e dunque orientare con estrema precisione i punti di prelievo e il destino dei trattamenti focali effettuati con ablazione laser, richieda esperienza e un training accurato per gli operatori”. Fonte: Aoup





