Il presidente del Pisa Giuseppe Corrado ha parlato ai microfoni di Radio Sportiva della stagione vissuta e del futuro del club nerazzurro.
Il Presidente del Pisa Corrado ha tracciato un bilancio dell’ultima stagione, analizzando con estrema lucidità le complessità affrontate lungo il percorso. Durante l’intervento radiofonico, si è soffermato sulla crescita strutturale dei nerazzurri, sottolineando l’importanza di una visione a lungo termine.
Particolare attenzione è stata rivolta alla pianificazione dei prossimi mesi, con l’obiettivo di consolidare il posizionamento della squadra nel panorama italiano. Le sue dichiarazioni delineano una strategia precisa, volta a coniugare la sostenibilità economica con le ambizioni sportive. Di seguito tutte le parole di Giuseppe Corrado.
Le parole di Corrado sul Pisa
“La retrocessione è comunque un sentimento di serenità, che avevamo messo in conto con il progetto fatto da gennaio 2017 e proseguito da quasi 10 anni senza interruzione di continuità. La programmazione fatta che è perfettamente attuale. Che in Pisa potesse retrocedere era nella aspettative.
Non partecipavamo alla Serie A da 34 anni, il progetto è in piena costruzione. Abbiamo lo stadio meno capiente di Italia, le infrastrutture in fase di realizzazione, il monte stipendio più basso del campionato. La programmazione non deve essere mai condizionata dal risultato sportivo. La società non era pronta per affrontare la Serie A.
Eravamo una neofita del campionato, che era in una fase di crescita. Il Pisa sta riposizionando il suo prodotto dopo tanti anni di fallimenti e sta consolidando di obiettivi. Forse la Serie A è arrivata anche prima del previsto, ma molto abilmente non abbiamo fatto nessuna scelta che non fosse funzionale al progetto sportivo.
Avremo il centro sportivo pronto fra 1 anno e mezzo, il nuovo stadio pronto forse fra 2 anni: quindi potremmo attrarre ricavi grazie al nostro marchio. Con un po’ di fortuna e qualche incidente in meno avremmo fatto qualche punto in più, ma quello che ci dà garanzie é l’assetto della società con giocatori giovani e altri aspetti che possono creare valore”
Capitolo allenatori: parla Corrado
“Esonero Gilardino? Quando una persona si guarda indietro dopo la fine di un periodo di vita vissuta, a volte certe scelte le farebbe diversamente. Ma questo fa parte della vita. Credo che quello che abbiamo fatto è quello che volevamo portare avanti. A volte si rischia di dover cambiare perché si pensa che cambiando le cose vadano meglio. Citando un vecchio presidente: “non potevo cambiare tutta la squadra, è più semplice cambiare l’allenatore”.
Abbiamo pensato che potesse servire un allenatore senza mesi di difficoltà alle spalle e con una serenità diversa. Col senno di poi le cose non sono cambiate molto. Quello che si fa oggi è quello che è maturato nei mesi precedenti. I giocatori messi in squadra hanno messo una base per il futuro. Noi non vogliamo essere vittima dell’ossessione del risultato. Nel 2017 siamo arrivati in una situazione disastrosa, da allora siamo andati solo migliorando.
Adesso ci prefissiamo i presupposti per cui la prossima volta che saliremo in Serie A saremo più solidi e pronti. Hiljemark rimane? È troppo presto per dirlo. Abbiamo un’area tecnica per presidiata, saranno loro che porteranno i suggerimenti al vertice aziendale e, come sempre, prenderemo la decisone. Adesso dobbiamo finire un campionato che appunto potrebbe servire a misurare la protezione di tutti.
Se ricordate, dalla prima partita contro l’Atalanta 3/4 giocatori sono stati fermi molto per infortunio e operati. Denoon, per esempio, potrebbe tornare solo a settembre. Vural ha giocato le ultime partite ma è stato 4 mesi a curarsi dopo l’intervento. Ci sono state molte complicazioni, questo è un dato di fatto”.
A cura di Matteo Casini



