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Premio di laurea intitolato Barbara Capovani

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Premio di laurea intitolato Barbara Capovani. La cerimonia in Comune per il riconoscimento istituito nel 2023 dall’Ordine dei Medici di Pisa.

Si è svolta ieri, mercoledì 10 giugno in Sala delle Baleari a Palazzo Gambacorti, la cerimonia di conferimento del premio di laurea intitolato a Barbara Capovani, vittima della violenza sugli operatori sanitari, giunto quest’anno alla terza edizione.

Nel 2023 l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Pisa ha istituito il premio di laurea in ricordo della dottoressa psichiatra che lavorava nel Dipartimento di Salute Mentale della ASL, aggredita davanti all’ospedale Santa Chiara di Pisa il 21 aprile 2023.

Alla cerimonia di consegna del premio di laurea sono intervenuti Giuseppe Figlini, Presidente Ordine dei medici della Provincia di Pisa, Michele Conti, Sindaco di Pisa, Antonio Mazzeo, Vicepresidente del Consiglio Regionale della Toscana, Teresa Angela Camelio, Procuratore della Repubblica Tribunale di Pisa, Antonio Scialdone, Vicequestore di Pisa, Riccardo Zucchi, Rettore Università di Pisa, Filippo Anelli, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri., Katia Belvedere, Direttrice AOUP Pisana e Maria Letizia Casani, Direttrice Generale Azienda Usl Toscana Nord Ovest. Presenti alla cerimonia anche i familiari di Barbara Capovani.

Per la terza edizione del Premio Barbara Capovani la vincitrice è la dottoressa Vivy Tikere Mbeng, che ha conseguito la laurea nel 2025 all’Università di Pisa, premiata per i suoi risultati accademici: 20 lodi e media degli esami di 29,9, con traguardo raggiunto a 23 anni. Un percorso di eccellenza che non lascia margini di interpretazione, e che la commissione ha valutato con unanime riconoscimento.

Un riconoscimento è andato anche alla dottoressa Gaia Sardella, che ha conseguito lo stesso punteggio. La commissione ha assegnato il premio alla dottoressa Mbeng per il criterio della minore età previsto dal bando e alla dottoressa Sardella una menzione speciale. La dottoressa Sardella è ufficiale medico della Marina Militare, attualmente in missione all’estero, e ritirerà il riconoscimento al suo rientro.

“Dopo l’uccisione della dottoressa Barbara Capovani – ricorda il sindaco Michele Conti nel suo intervento – Pisa ha saputo reagire con dignità e unità. Ricordiamo tutti la grande fiaccolata che attraversò la città: una risposta pubblica e collettiva che vide insieme cittadini, operatori sanitari, associazioni, istituzioni e rappresentanti della politica a ogni livello. Una manifestazione composta ma potente, che testimoniò quanto Barbara fosse entrata nel cuore della nostra comunità e quanto quella ferita fosse sentita come una ferita di tutti. Da allora non ci siamo fermati.

Si sono moltiplicate le iniziative dedicate al ricordo di Barbara Capovani e le occasioni di riflessione e sensibilizzazione sul tema della sicurezza degli operatori sanitari. Un impegno necessario perché chi ogni giorno si prende cura degli altri, deve poter svolgere il proprio lavoro in condizioni di sicurezza e serenità. Purtroppo sappiamo che il fenomeno delle aggressioni nei confronti del personale sanitario continua a rappresentare un problema concreto. Per questo non dobbiamo abbassare la guardia.

Serve continuare a investire nella prevenzione, nella tutela degli operatori, nella diffusione di una cultura del rispetto verso chi lavora al servizio della salute pubblica. In questo percorso si inserisce pienamente il Premio di Laurea intitolato a Barbara Capovani.

Un’iniziativa che ha il plauso dell’Amministrazione comunale perché riesce a tenere insieme memoria e futuro. Ricordare Barbara significa infatti anche guardare alle nuove generazioni di medici, valorizzarne il merito, incoraggiarne l’impegno e trasmettere loro il senso profondo di una professione che è prima di tutto servizio alla persona.

A tutti i giovani che oggi intraprendono la professione medica auguro di trovare nella competenza, nell’umanità e nel rispetto della dignità delle persone la bussola del proprio percorso professionale. Il modo migliore per ricordare Barbara Capovani è continuare a difendere i valori in cui ha creduto e ai quali ha dedicato la propria vita”.

“Siamo qui oggi per ricordare Barbara Capovani – ha dichiarato Giuseppe Figlini, Presidente Ordine dei medici della Provincia di Pisa – e per celebrare chi, come lei, ha scelto la medicina come vocazione e come impegno.

Due gesti che non si contraddicono: il ricordo di chi abbiamo perso e il riconoscimento di chi inizia, con la stessa serietà, lo stesso cammino. Barbara Capovani veniva aggredita davanti all’ospedale Santa Chiara di Pisa. Aveva scelto uno dei rami più difficili della medicina: quello che richiede di stare vicino alle persone nei momenti di maggiore fragilità, spesso senza strumenti diversi dall’ascolto e dalla relazione.

È stata uccisa da un paziente che aveva avuto in cura. Una morte che ha colpito tutta la comunità medica, e non solo. Pochi giorni dopo, l’Ordine organizzò una fiaccolata in questa città: oltre diecimila persone, medici, infermieri, cittadini, autorità locali e nazionali. Eppure, il problema rimane e si aggrava. I dati sulle aggressioni agli operatori sanitari in Italia continuano a crescere di anno in anno.

Non è una percezione: è una realtà documentata da rapporti nazionali e da una casistica quotidiana. Medici, infermieri, operatori sociosanitari aggrediti verbalmente e fisicamente mentre svolgono il loro lavoro. È una contraddizione che non ha giustificazioni, e che non possiamo continuare ad accettare come un rischio ordinario della professione.

Il legislatore ha inasprito le pene. È un segnale necessario, ma non sufficiente. Serve che le istituzioni tutte mandino un messaggio chiaro: aggredire un operatore sanitario non è una vicenda privata. È un atto contro chi si prende cura della collettività, e come tale va trattato. L’Ordine ha voluto dare un segnale concreto in questa direzione.

Nel processo a carico dell’uomo che ha ucciso Barbara Capovani, l’Ordine dei Medici si è costituito parte civile. Era la scelta di stare accanto a Barbara, alla sua famiglia, e a tutti gli operatori sanitari che ogni giorno lavorano in condizioni difficili, con la consapevolezza che quella tutela non arriva da sola: va rivendicata. Per questo l’Ordine ha istituito il premio di laurea intitolato a Barbara Capovani.

Non un rito commemorativo: un atto concreto, che ogni anno riconosce il merito di chi si avvicina alla professione medica con serietà, con impegno, con la consapevolezza di cosa significa scegliere questo lavoro oggi”.

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