Il Livorno espugna lo stadio Mannucci e porta a casa tre punti in una partita che, di fatto, aveva già detto tutto prima ancora del fischio d’inizio.
Pontedera già retrocesso, Livorno ormai fuori dalla corsa playoff: una gara senza obiettivi concreti di classifica, ma non per questo priva di significato. Perché quando si parla di derby, e soprattutto di passione, la differenza la fanno sempre loro, i tifosi. E quelli granata non hanno tradito nemmeno stavolta, rispondendo presente con il consueto attaccamento alla maglia.
Si chiude così, con un’altra sconfitta, la stagione del Pontedera. Un campionato difficile, terminato all’ultimo posto con appena 20 punti e sole 3 vittorie. La retrocessione era già cosa fatta ma qualche stimolo residuo restava: ogni punto avrebbe potuto pesare in ottica futura, tra possibili riammissioni o ripescaggi. Un’eventualità che tiene conto anche del rendimento complessivo stagionale. Ma nemmeno questo è bastato a dare una scossa.
Sul campo, la partita si decide con due autentiche perle. Al 19’ Peralta sblocca il risultato con un destro dalla distanza di rara bellezza, imprendibile. Il raddoppio arriva al 71’, quando Falasco chiude i conti con una punizione mancina potente e precisa, che non lascia scampo a Biagini.
Al triplice fischio, però, l’attenzione si sposta sugli spalti. Dalla curva del Pontedera parte una contestazione amara e carica di delusione: i tifosi intonano ironicamente il coro “ce ne andiamo in Serie D” e mostrano uno striscione eloquente, “Indegni”. Un giudizio severo, specchio di una stagione da dimenticare.

Sull’altro fronte alcuni sostenitori amaranto scavalcano le recinzioni e invadono il campo, chiedendo le maglie ai giocatori. Dopo qualche minuto di confronto, anche con la dirigenza in tribuna, la squadra accontenta i propri tifosi, lasciando il terreno di gioco senza divisa.
Un ringraziamento speciale va a tutti voi che ci avete seguito in questa stagione. È stato un piacere farvi compagnia dalla redazione di VTrend. Alla prossima!



