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Pisa, sipario sul mercato estivo: il giudizio sull’operato del club nerazzurro

08:15

9 acquisti e 32 cessioni raccontano solo una parte del lavoro del Pisa: l’analisi dietro il mercato estivo effettuato dalla dirigenza.

Il mercato estivo del Pisa va giudicato, ovviamente, guardando oltre il semplice elenco delle operazioni. I numeri ci aiutano a mettere una base e raccontano una trasformazione profonda. 9 giocatori arrivati e ben 32 uscite, considerando anche chi ha concluso il proprio rapporto con il club il 30 giugno scorso. Ma il dato, da solo, non spiega il lavoro svolto dalla dirigenza.

Focus sulle cessioni del Pisa

Il primo elemento da sottolineare riguarda proprio le cessioni, forse l’aspetto meno appariscente della sessione ma di fondamentale importanza. Dopo gli investimenti negativi (parlano i fatti) effettuati soprattutto nel gennaio scorso, il Pisa aveva davanti una necessità precisa: ridurre il peso di quelle operazioni senza trasformarle in perdite monetarie pesanti.

Ed è qui che il mercato ha assunto da subito valore. Le partenze di giocatori come Durosinmi, Stojilkovic e Aebischer hanno permesso al club di recuperare risorse senza vedere completamente svalutati gli investimenti effettuati pochi mesi prima. Non era un risultato scontato, soprattutto considerando il rendimento avuto da alcuni di questi calciatori durante l’esperienza in nerazzurro.

Il mercato in entrata del Pisa

Il ricavato dalle uscite ha aiutato poi ad alimentare (anche in corso d’opera) la nuova campagna acquisti. Ed è proprio qui che si collega la seconda parte della strategia adottata. Il club di via Gioberti non ha puntato principalmente su scommesse per la categoria, ma su giocatori che avevano già lasciato segnali positivi in Serie B.

Zanon, Rao, Leone, Confente, Marras, Correia, Petagna Pittarello e Ferrah rappresentano, per caratteristiche e percorsi, profili ben differenti fra di loro. Dopo la retrocessione dalla Serie A, il Pisa aveva bisogno di ricostruire un organico competitivo senza affidarsi esclusivamente al solo talento grezzo e alle prospettive, seppur buone sulla carta, ancora tutte da verificare sul campo.

Diversificazione: uno degli aspetti positivi del mercato

Un altro punto interessante, come anticipato poco fa, è la varietà delle soluzioni consegnate a mister Paolo Bianco. La rosa non è stata costruita cercando semplicemente di aggiungere giocatori, ma provando a mettere insieme caratteristiche differenti.

Leone e Correia, per esempio, offrono interpretazioni diverse per la zona mediana. Marras e Rao ampliano le possibilità sugli esterni, mentre in avanti Petagna e Pittarello aggiungono caratteristiche differenti al reparto offensivo centrale. L’obiettivo raggiunto, a mio modo di vedere, è aver conferito al tecnico la possibilità di scegliere gli interpreti giusti e le soluzioni differenti a seconda delle esigenze della singola partita.

Questa profondità di caratteristiche può diventare un fattore di rilievo nel corso della lunga stagione. Avere calciatori con qualità diverse fra loro significa poter cambiare senza necessariamente stravolgere l’identità della squadra e, allo stesso tempo, sorprendere l’avversario di turno.

Mister Bianco e dirigenza del Pisa a braccetto

C’è poi un ultimo elemento, forse meno visibile, ma che ha gettato le basi delle operazioni fatte: il rapporto tra dirigenza e allenatore. La costruzione della rosa è avvenuta attraverso una linea condivisa, con le esigenze di Bianco inserite nel lavoro quotidiano della società. È un aspetto che viene dato per scontato, ma che può incidere molto sulla qualità di una campagna acquisti a lungo termine. Avere idee comuni significa muoversi sul mercato con maggiore chiarezza, individuando profili coerenti con ciò che si vuole proporre.

Il giudizio conclusivo sul mercato estivo

Per tutti questi motivi, più che assegnare un voto che sarebbe puro “divertimento da bar”, ha più senso fare un’analisi riassuntiva generale. Il giudizio finale, ovviamente, non può ancora essere definitivo perché manca l’elemento in grado di certificare la bontà delle scelte: il campo. La certezza però è che i nerazzurri abbiano raggiunto diversi obiettivi importanti.

Adesso la teoria dei pensieri e retro pensieri lascia spazio alla pratica del campo. La dirigenza ha creato delle buone premesse per la stagione, delle scelte precise sono state effettuate e a Bianco è stata consegnata una rosa costruita con delle basi ben solide.

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A cura di Matteo Casini

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