La cronaca di un trasferimento durato settimane ma mai in discussione: la ricostruzione dell’affare fra Pisa e Catanzaro per Pittarello
Si è finalmente chiusa la telenovela fra Pisa e Catanzaro che porta il nome di Filippo Pittarello. La telenovela però non c’è mai stata, o meglio non è mai stata in dubbio come le ricostruzioni degli ultimi giorni sembravano far credere. Non c’è stato uno stallo economico oppure lo “stand by” della trattativa. Ma facciamo un passo indietro e riavvolgiamo il nastro per ricostruire gli eventi.
La cronaca dei dialoghi fra nerazzurri e giallorossi
Su queste pagine avete sempre letto di un affare praticamente chiuso sin dopo i primi giorni di trattativa fra Pisa e Catanzaro. E la verità era proprio questa, come infatti si è rivelata nella serata di oggi. La società nerazzurra aveva di fatto bloccato l’arrivo dell’attaccante già circa 20 giorni fa. Gli ulteriori dialoghi fra le parti erano solo per ultimare i dettagli marginali dell’intesa, ovvero i bonus. Il club calabrese non si è mai opposto fermamente alla volontà dell’attaccante classe 1996 e l’intenzione è sempre stata quello di accontentarlo.
Allora perché l’intesa totale è tardata così tanto ad arrivare? La risposta più semplice, che però nasconde molti retroscena, sarebbe da riassumersi in: “normale gioco delle parti e incastri da trovare”.
Tutti i tasselli al loro posto: così Pittarello è arrivato a Pisa
Il Catanzaro, prima di tutto, doveva cercare un sostituto, cosa che ha trovato in Emanuele Pecorino, in successione c’è stata la questione Petagna-Pisa, poi l’inizio ufficiali di stagione che ha modificato ulteriori dinamiche e, non per ultime, le parole di circostanza di pochi giorni fa del Presidente Noto, le quali smentivano di una proposta soddisfacente dei nerazzurri. Cosa che invece c’era già da molto tempo e non è stata praticamente ritoccata. L’obiettivo del numero 1 delle Aquile? Probabilmente quello di scatenare una possibile asta a favore del Catanzaro (e a discapito del Pisa) e alzare il prezzo di Pittarello.
Le cifre circolate più volte, che si aggiravano attorno ai 2,5 milioni di euro, non erano altro che una voce priva di fondamento. L’operazione si è infatti concretizzata a cifre inferiori, confermando esattamente quanto avevamo anticipato su queste pagine già nelle scorse settimane. La trattativa non è mai stata a rischio nonostante le ricostruzioni allarmistiche, chiudendosi con la piena soddisfazione di tutti i soggetti coinvolti.
Le tappe del trasferimento mostrano chiaramente come la via tracciata dalle due società fin dall’inizio abbia prevalso sulle voci esterne, dimostrando che la solidità dei rapporti tra le proprietà non è mai venuta meno nemmeno nei momenti di apparente rallentamento. Ora la parola passa definitivamente al campo, unico giudice di un’operazione che regala al Pisa il nuovo attaccante per puntare a grandi obiettivi.
A cura di Matteo Casini









