L’analisi della prima partita di campionato di Serie B dei nerazzurri: andiamo oltre la sconfitta del Pisa di Bianco contro il Padova.
Per fortuna è arrivata subito la sconfitta. Può sembrare una provocazione, ma la battuta d’arresto del Pisa contro il Padova, maturata per 1-0 alla prima giornata di campionato, può rappresentare paradossalmente un segnale utilissimo per la squadra di Paolo Bianco. Il risultato, infatti, non cancella gli elementi incoraggianti mostrati dai nerazzurri, ma permette di osservare con maggiore lucidità ciò che ancora non funziona.
Pisa: al di là del dramma-sconfitta e l’errore di Confente
Il Pisa era già stato inserito da molti addetti ai lavori tra le principali candidate per un campionato di vertice e, proprio per questo, un esordio vincente avrebbe potuto alimentare ulteriori convinzioni premature. Un passo falso immediato, invece, obbliga tutti a tornare con fermezza sul percorso del lavoro quotidiano, quello fatto di correzioni, attenzione e pazienza. È meglio non aver portato a casa punti utili? Ovvio che no. Ma non è un dramma come molti già sostengono.
Il gol che ha deciso la partita è arrivato da un errore grossolano del neo arrivato Confente, episodio che rientra però anche nelle caratteristiche delle idee di gioco scelte da mister Bianco. Se un portiere viene coinvolto (tanto) nella costruzione dal basso e chiamato a giocare con i piedi, il margine di rischio esiste ed esisterà sempre. Questo non significa ignorare l’errore, ma nemmeno trasformarlo in una sentenza definitiva sul valore del giocatore dopo soli 90 minuti.
Confente adesso va sostenuto, non messo sul banco degli imputati. Anzi, sarebbe significativo che domenica prossima, al momento della lettura delle formazioni, proprio il suo nome ricevesse più applausi e calore rispetto a tutti gli altri giocatori. Sarebbe il modo migliore per dimostrare che una squadra si costruisce anche attraverso la fiducia nei momenti meno semplici.
I verdetti definitivi non si scrivono dopo Pisa-Padova
Bianco, che a mio parere ha dimostrato molta intelligenza nell’approcciare la situazione nel post partita di Pisa-Padova, avrà una settimana per intervenire su diversi dettagli, compresi quelli legati alla testa e alla gestione delle difficoltà. La speranza è che già dalla prossima gara si possa vedere un Pisa differente nell’interpretazione di alcuni principi. Le lacune emerse contro il Padova non vanno nascoste, perché sono proprio quelle che possono diventare materiale prezioso per crescere.
Allo stesso tempo, sarebbe altrettanto sbagliato trasformare una sola sconfitta in un verdetto definitivo. I nerazzurri non sono diventati una squadra mediocre per aver perso la prima partita, così come non diventeranno automaticamente una corazzata imbattile dopo una, due o tre vittorie consecutive. Il campionato è appena cominciato e serve soprattutto equilibrio.
Tifosi e appassionati di Pisa: serve pazienza e giudizio
Per i tifosi è comprensibile reagire di pancia e alla fine è anche giusto così: la passione pure di questo aspetto. Ma il giudizio, quello vero e tangibile, deve arrivare con il tempo e con le settimane di sudore versato sul rettangolo verde. La brutta caduta contro il Padova può dunque diventare una lezione preziosissima. Meno certezze premature, più lavoro e consapevolezza che gli obiettivi si costruiscono partita dopo partita.
A cura di Matteo Casini









