Coltano-Marconi, il Comitato per la Difesa di Coltano critica lo stato della Stazione Radio e chiede interventi concreti per il recupero dell’edificio storico.
Il Comitato per la Difesa di Coltano interviene sulla proposta di denominare il quartiere “Coltano-Marconi”, annunciata dal sindaco di Pisa Michele Conti, e pone l’attenzione soprattutto sulle condizioni della storica Stazione Radio di Guglielmo Marconi.
Nel comunicato, il Comitato giudica positivamente l’idea di valorizzare nella toponomastica il legame tra Coltano e lo scienziato, ma esprime perplessità sullo stato di abbandono dell’ex radiostazione e sulla mancanza, a suo dire, di interventi concreti per il recupero dell’edificio.
Il Comitato ripercorre quindi alcune delle ipotesi di finanziamento avanzate negli ultimi anni, soffermandosi in particolare sull’impegno economico da 1,5 milioni di euro prospettato nel 2018 da Intracom-Telecom, e chiede che alla valorizzazione del nome di Marconi si accompagni un progetto per il recupero della struttura.
Si riporta integralmente il comunicato stampa
Apprendiamo da un video diffuso dal Sindaco Michele Conti (a colloquio con la principessa Elettra Marconi) che la Giunta ha avviato le pratiche per denominare Coltano “Coltano-Marconi”.
L’operazione, condotta pressoché in clandestinità e senza darne notizia ai residenti, al momento lascia il tempo che trova. Intanto, è sempre una forzatura identificare luoghi ricchi di storia con una specifica fase, e Coltano di fasi storiche significative ne ha davvero tante, dagli etruschi alla Liberazione, quando la sua formazione partigiana entrò per prima in Pisa liberata.
Ma naturalmente consideriamo positivamente celebrare nella toponomastica il grandissimo scienziato, che proprio a Coltano condusse i suoi più riusciti esperimenti radiotelegrafici, e la scelta può contribuire a valorizzare il desolato quartiere pisano.
Vorremmo però ricordare che c’è una differenza tra i nomi e le cose: se non si interviene rapidamente, il nome celebre di Marconi non salverà quel rudere cadente, ammuffito e invaso dalla vegetazione che è ormai la sua Stazione Radio.
Demaniale e in comodato al Comune di Pisa con l’impegno della valorizzazione museale, essa oggi cade a pezzi; decenni di promesse non ne hanno salvato neanche una parte, e gli annunciati milioni provenienti dalle compensazioni per la base militare non spuntano all’orizzonte.
Né arrivano i soldi di un bando per i borghi, a cui il comune disse di aver concorso, perché Coltano un borgo non è.
Facciamo un riepilogo: a partire dal 2020, a più riprese il sindaco ha dichiarato di voler reperire fondi per il recupero della stazione Marconi; nel 2021, l’assessore Magnani dichiarò che il Comune stanziava un milione per la Stazione, scelta confermata dallo stesso Sindaco in assemblee pubbliche.
La verità è che l’unica volta in cui si è andati vicinissimi a reperire un finanziamento consistente è stato nel 2018, verso la fine della consiliatura Filippeschi, quando, soprattutto per l’impegno dell’allora assessore Serfogli e di quello della Proloco del tempo, si era ottenuto l’impegno di Intracom-Telecom per un finanziamento di 1.5 milioni di euro.
Ma come risulta dalla documentazione, il Sindaco Conti lasciò cadere la cosa, addirittura non presentandosi agli incontri. Tanto che la società dichiarò in un comunicato di ritirarsi per “incomprensioni con il Comune” e per “la mancanza di un cronoprogramma preciso che garantisca che il finanziamento vada a buon fine”.
Con quel finanziamento, insieme a dei contributi allora promessi dalla Regione, si sarebbe potuto restaurare l’edificio e magari realizzare un Museo Nazionale sulla storia delle Telecomunicazioni. Coltano avrebbe oggi un’altra faccia e un’altra vita.
Sono passati 8 anni e siamo a contare i calcinacci. Ci auguriamo che il Sindaco, accanto al nome, abbia in serbo qualche asso nella manica che contenga risorse, altrimenti il nome prestigioso di Marconi battezzerà delle macerie, e il turismo colto visiterà ruderi.





