Fulgencio Obiang Esono, ingegnere pisano detenuto per quasi otto anni in Guinea Equatoriale, è stato graziato.
PISA. Dopo quasi otto anni trascorsi in carcere, arriva finalmente una svolta nella vicenda di Fulgencio Obiang Esono, l’ingegnere pisano di origini equatoguineane condannato a 58 anni di reclusione in Guinea Equatoriale.
Il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo ha concesso l’indulto al 56enne, che potrà così tornare in Italia da uomo libero.
La decisione è stata ufficializzata dalle autorità di Malabo e rappresenta un importante passaggio nella lunga vicenda giudiziaria e diplomatica che ha coinvolto il professionista pisano.
A esprimere soddisfazione è anche Ylenia Zambito, senatrice della Repubblica eletta con il Partito Democratico, che ha seguito la vicenda negli ultimi anni e ha più volte sollecitato l’attenzione delle istituzioni italiane.
«Una bellissima notizia: Fulgencio Obiang Esono è stato graziato!», ha scritto Zambito in una dichiarazione diffusa dopo l’annuncio della grazia presidenziale.
Obiang Esono era stato arrestato nel 2018 in Togo, dove, secondo quanto ricostruito all’epoca, era stato attirato con la promessa di un falso colloquio di lavoro.
Successivamente era stato trasferito in Guinea Equatoriale e detenuto nel carcere di Black Beach, considerato uno dei penitenziari più duri del Paese.
Nel 2019 era arrivata la condanna a 58 anni e 10 mesi di carcere, nell’ambito di un maxiprocesso che aveva coinvolto oltre 130 imputati. Le accuse riguardavano la presunta partecipazione all’organizzazione di un tentativo di colpo di Stato contro il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo.
Proprio sul fronte istituzionale si è concentrato l’intervento della senatrice Zambito, che ricorda di aver seguito la vicenda fin dalle prime fasi.
«Fin dal primo momento ho seguito da vicino questa complessa vicenda, presentando un’interrogazione parlamentare e tenendo interlocuzioni con la Farnesina per riaccendere i riflettori sulla sua situazione e chiederne la liberazione», sottolinea la senatrice.
Il Ministero degli Esteri di Malabo ha ufficializzato la decisione consegnando il decreto di grazia all’Ambasciatrice d’Italia e al rappresentante della Santa Sede.
Per Zambito, si tratta di «un traguardo umano e diplomatico straordinario».
«Accogliamo con grande sollievo questo atto di clemenza, che riapre le porte alla speranza e dimostra l’importanza del lavoro diplomatico quando si tratta di tutelare i diritti e la vita dei nostri connazionali all’estero», afferma.
Dopo quasi otto anni di detenzione, per Fulgencio Obiang Esono si apre ora una nuova fase. L’indulto consentirà al professionista di lasciare la Guinea Equatoriale e fare ritorno in Italia.
«Un ringraziamento al Ministero degli Affari Esteri e alla rete diplomatica per il costante impegno profuso», conclude Zambito.





