Piaggio di Pontedera, Usb proclama sciopero il 24 aprile: “Un’icona senza tempo, una fabbrica senza futuro”.
Pontedera si prepara a celebrare gli ottant’anni della Vespa con una serie di eventi istituzionali e iniziative commemorative che intendono valorizzare uno dei simboli più noti del made in Italy e della storia industriale del territorio. Tuttavia, all’interno dello stabilimento Piaggio, il clima appare ben diverso da quello celebrativo.
A denunciarlo è la RSU USB Piaggio di Pontedera, che in un comunicato parla di una situazione produttiva e occupazionale in progressivo deterioramento. Secondo i rappresentanti sindacali, mentre si costruisce una narrazione pubblica centrata sul passato glorioso dell’azienda, nella quotidianità dello stabilimento si registrerebbe “un arretramento concreto”: riduzione del lavoro stabile, aumento della precarietà e perdita di potere d’acquisto dei salari.
Particolarmente critica, nella lettura sindacale, è la situazione del reparto ricerca e sviluppo, descritto come “progressivamente svuotato” e privo di nuovi progetti industriali capaci di garantire prospettiva allo stabilimento. Una dinamica che, secondo la RSU USB, rischierebbe di indebolire nel tempo il ruolo produttivo di Pontedera fino a renderlo marginale.
Nel comunicato sottolineano anche la contrapposizione tra lavoratori e proprietà aziendale: da un lato gli operai che garantirebbero quotidianamente la produzione, dall’altro le scelte strategiche della dirigenza, ritenute responsabili di un ridimensionamento progressivo. In particolare, il sindacato punta il dito contro una strategia industriale che, a loro avviso, prevederebbe “meno investimenti, meno prospettiva e meno futuro per Pontedera”.
Le celebrazioni per l’anniversario della Vespa vengono così lette come un elemento di forte contrasto con la realtà interna allo stabilimento: una “vetrina” che esalterebbe il passato mentre, secondo la RSU USB, si ridurrebbero progressivamente le condizioni di lavoro e le prospettive industriali.
In questo contesto, lo sciopero proclamato per il 24 aprile (8 ore) assume un significato che i promotori definiscono non simbolico ma di protesta concreta. L’obiettivo dichiarato è fermare la produzione per rendere visibile una situazione che, a loro avviso, non troverebbe spazio nel racconto ufficiale dell’azienda. “Non c’è nulla da festeggiare”, si legge nella nota, che rivendica una posizione netta a difesa dell’occupazione e del futuro industriale del sito.





