Mostra “Ri-nascita” all’Ospedale Lotti: il progetto artistico racconta il percorso di sei donne operate di tumore al seno tra dolore, trasformazione e rinascita attraverso arte e fotografia.
Lunedì 19 maggio alle ore 11, nell’atrio dell’Ospedale Lotti di Pontedera sarà inaugurata la mostra “Ri-nascita”, progetto artistico ed esperienziale dell’associazione Non Più Sola che coinvolge la Breast Unit Pontedera–Volterra e che racconta, attraverso arte e testimonianze, il percorso di sei donne operate di tumore al seno.
L’iniziativa nasce da un progetto cresciuto nel tempo oltre ogni aspettativa. «Era nato come un’iniziativa bella ma contenuta; tuttavia, quando entrano in gioco il mondo femminile, l’affettività, le emozioni e il dolore, tutto diventa inevitabilmente più complesso e profondo», ha raccontato la presidente dell’associazione promotrice Laila Gabbrielli a VTrend.
Le protagoniste sono sei donne del territorio della Valdera, tutte pazienti o ex pazienti della Breast Unit, che per circa un anno hanno preso parte a un percorso fatto di incontri individuali, ascolto e attività artistiche. Il progetto ha intrecciato competenze diverse: il supporto di una psicosessuologa, il lavoro di due artisti pittori e la documentazione fotografica realizzata dall’associazione La Torre di Pontedera.
Il cuore del percorso è stato l’ascolto delle esperienze personali: dolore fisico, smarrimento, fragilità emotiva. Da queste testimonianze sono nate le prime opere pittoriche, in cui il nero rappresenta simbolicamente la fase più difficile della malattia, una sorta di tunnel interiore attraversato dalle pazienti.
Nella fase finale, il progetto si è trasformato in un vero e proprio processo di rinascita: ogni donna è stata ritratta e reinterpretata artisticamente, restituendole una nuova immagine di sé, più luminosa e consapevole. Il risultato è una serie di sei tele e un racconto fotografico che restituiscono identità, forza e trasformazione.
«Un percorso inatteso nel suo divenire misteriosamente affascinante, senza ipotesi iniziali, ma guidato dal desiderio di andare in profondità», ha sottolineato ancora Gabbrielli, evidenziando come il progetto abbia voluto dare forma visiva a una “nuova sé ri-nata a Vita Nova”.
Un aspetto centrale dell’iniziativa è anche l’attenzione a temi spesso trascurati durante la malattia oncologica, come la sessualità e la relazione di coppia, affrontati grazie al contributo della psicosessuologa coinvolta nel percorso.
La mostra “Ri-nascita” non si presenta dunque solo come esposizione artistica, ma come esperienza collettiva di cura e consapevolezza. Le organizzatrici sottolineano infatti l’obiettivo di far arrivare il messaggio a quante più persone possibile: attraverso il racconto visivo del progetto, si vuole dimostrare che è possibile andare oltre la malattia e trasformare anche il dolore in una nuova forma di vita.
L’esposizione resterà visitabile per circa una decina di giorni negli spazi dell’ospedale, offrendo a pazienti, operatori sanitari e cittadini un’occasione di riflessione sul rapporto tra corpo, identità e rinascita.
Non più Sola: sei donne, sei rinascite. A Bientina l’arte che racconta la vita oltre la malattia





