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sabato 15 Maggio 2021

”Natura Amica” a cura della dottoressa Elisabetta Raimo

La “culla” della natura si chiama Escolzia

Siamo andati a letto più tardi con il pensiero: “Tanto domani stiamo a casa”, e ci siamo anche risvegliati più tardi, “Non devo mica prepararmi per uscire”, abbiamo trascorso più tempo tra divano e letto, ma paradossalmente, ad un certo punto, ci siamo accorti di dormire peggio e di essere meno riposati, fino addirittura a non riuscire più a prendere sonno nelle ore giuste.

L’alterazione dei ritmi quotidiani e la compromissione del fisiologico ritmo sonno-veglia, sono solo alcune delle problematiche che stanno emergendo negli ultimi tempi tra giovani e adulti a causa del “trauma collettivo”, unico nel suo genere, che ancora oggi, a distanza un anno, stiamo vivendo. E all’interno di questo enorme trauma, l’insonnia è stata una delle prime conseguenze e continua a peggiorare, aggravata da quella componente di angoscia e insofferenza, che cresce in noi ogni giorno, sempre di più. Un vero e proprio circolo vizioso lega ansia e insonnia: pensieri, preoccupazioni, stress eccessivo, possono interferire con il nostro sonno e, allo stesso tempo, un cattivo sonno può ridurre sensibilmente la capacità di pensare positivamente, alimentando le nostre ansie.

Il tempo trascorso dormendo non è perso, anzi è prezioso per il nostro benessere fisico e mentale. La mancanza di sonno può compromettere la qualità della vita, la nostra reattività, peggiorare le prestazioni, aumentare impulsività, irritabilità. E non solo! Non è difficile capire, quindi, che è importante seguire una corretta igiene del sonno, permetterci di godere a pieno dei suoi benefici, intervenendo prontamente qualora non fossimo in grado di assicurarci un buon sonno spontaneamente.

La “culla” della natura si chiama Escolzia, Eschscholtzia californica C., pianta tradizionalmente utilizzata nel trattamento sintomatico dei disturbi minori del sonno di adulti e bambini. Sedativa e blandamente ipnotica, grazie agli alcaloidi contenuti nel fitocomplesso che si ricava principalmente dalle radici, agisce a livello del sistema nervoso centrale, inducendo il sonno. In particolare, tra le numerose piante utili per il trattamento dell’insonnia, l’Escolzia spicca per il suo effetto ipnoinducente, ossia per la capacità di diminuire il tempo di addormentamento e migliorare la qualità del sonno. È considerata, infatti, una soluzione eccellente nei casi in cui la sera sia difficile trovare il sonno (ci si addormenta tardi e con difficoltà) oppure quando non si riesce a riposare bene e ci si sveglia “già stanchi” (il sonno è leggero e non sufficientemente ristoratore). Con l’aiuto di Escolzia diventa più facile trovare il sonno, dormire più profondamente e svegliarsi più riposati, senza conservare alcuna scia di sonnolenza durante la giornata.

email dottoressa Raimo: [email protected]

 

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