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Devastante incendio a Lugnano: scuole riaperte tra le polemiche 

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Forte preoccupazione nelle scuole di Pisa e provincia per la qualità dell’aria. UIL Scuola Toscana critica la riapertura dei plessi.

Forte allarme tra il personale scolastico della provincia di Pisa dopo il vasto incendio che ha colpito l’impianto di trattamento rifiuti Delca Energy di Lugnano, nel comune di Vicopisano. Le fiamme, che hanno coinvolto materiali plastici, hanno generato una densa nube di fumo nero e suscitato preoccupazione diffusa per la qualità dell’aria in diversi territori limitrofi.

A intervenire con una dura presa di posizione è la UIL Scuola Toscana insieme alla UIL Scuola di Pisa, che denunciano la gestione della fase successiva all’emergenza e, in particolare, la decisione di alcuni amministratori locali di procedere alla riapertura delle scuole nonostante il rogo fosse ancora in corso o appena concluso.

Secondo il sindacato, nelle ultime ore numerose segnalazioni sarebbero arrivate dal personale scolastico, preoccupato per la presenza persistente di odori acrei e per le possibili ricadute sulla salute. In diversi comuni, tra cui Cascina, Pisa e Calcinaia, alcune amministrazioni avevano inizialmente disposto la sospensione precauzionale delle attività didattiche, salvo poi riaprire i plessi in tempi ritenuti troppo ravvicinati rispetto all’evento.

La UIL Scuola esprime “profondo rammarico” per una scelta giudicata prematura e non sufficientemente cautelativa, sottolineando come in molte zone l’aria risulti ancora percepita come pesante e caratterizzata da odore di combustione di plastica. Il sindacato segnala inoltre che molte famiglie avrebbero preferito tenere a casa i figli nonostante la riapertura ufficiale delle scuole.

Particolare attenzione viene posta alle condizioni degli istituti, dove – secondo la denuncia – il personale ATA, i docenti e i dirigenti scolastici sono comunque presenti per attività amministrative, scrutini e preparazione degli esami di Stato. In questo contesto, la permanenza in ambienti chiusi senza adeguato ricambio d’aria viene ritenuta problematica, soprattutto in assenza di dati ambientali pienamente rassicuranti.

La richiesta del sindacato si concentra su tre punti principali: l’attivazione di monitoraggi straordinari e trasparenti della qualità dell’aria da parte di ARPAT e delle aziende sanitarie locali; misure di tutela per i lavoratori fragili o con patologie respiratorie; e la definizione di linee guida chiare per la gestione degli ambienti scolastici nelle aree interessate dall’emergenza.

“La priorità deve essere la salute e la sicurezza, non la continuità amministrativa”, è la posizione espressa dalla UIL Scuola, che annuncia di riservarsi ulteriori iniziative qualora non arrivino risposte rapide dagli enti competenti.

Le autorità locali e gli enti di controllo ambientale sono ora chiamati a chiarire l’effettivo impatto dell’incendio e a fornire dati aggiornati sulla qualità dell’aria, mentre resta alta l’attenzione delle comunità scolastiche dell’area pisana. Fonte: Comunicato stampa Uil Scuola Toscana & Uilscuola Pisa

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