Il panificio aperto nel 1924 ha spento i forni. Ora i 300 mq dello storico panificio cercano un nuovo proprietario. La figlia Andreagiulia però continuerà la storia familiare in una nuova strada.
BIENTINA – Il profumo del pane appena sfornato ha accompagnato le mattine di Bientina per cento anni esatti. Poi, il 31 dicembre 2024, i forni del panificio Caprili si sono spenti per l’ultima volta. Una chiusura silenziosa, quasi inevitabile, ma non priva di peso per una comunità che in quel bancone trovava un punto di riferimento quotidiano.
Era il 1924 quando il bisnonno di Andreagiulia Caprili cominciò a portare il pane porta a porta. Negli anni Quaranta arrivò la bottega, primo punto di vendita alimentare della zona. Con l’inizio del nuovo millennio e l’avanzata della grande distribuzione il reparto alimentare si ridimensionò, ma la famiglia non cedette. Nel 2003 la mamma Anna si reinventò con la cioccolateria, poi con i complementi d’arredo.
Oggi il fondo storico è in vendita. Si trova in via del Vecchio Porto 7 a Bientina: trecento metri quadri con laboratorio attrezzato, cucina a vista, forno a legna originale degli anni Cinquanta, spazio esterno e giardino edificabile. Un contenitore già pronto per accogliere una pizzeria, un ristorante, un laboratorio gastronomico.
Ma la storia dei Caprili non finisce qui. Andreagiulia, laureata in Design degli Interni all’Università di Firenze, ha già scritto il capitolo successivo. Accanto al panificio aveva aperto nel 2012 il suo spazio di oggettistica, arredamento, bomboniere e partecipazioni. Quando i forni si sono spenti, ha tenuto accesa l’insegna di famiglia, con una vocazione diversa.
«Andreagiulia ha preso quello che ha imparato in famiglia, la ricerca del prodotto, l’attenzione al cliente, il gusto per il bello, e lo ha portato in un mestiere nuovo. È esattamente quello che fa un artigiano vero: non si ferma, si reinventa», commenta Michele Mezzanotte, Segretario Generale di Confartigianato Imprese Pisa. La storia del panificio Caprili si chiude. Quella di Caprili, semplicemente, continua in una veste nuova.





