Don Bosco Pisa, la notte della maxi emergenza: il racconto di un volontario della Misericordia di Fornacette tra ambulanze, soccorsi e attesa.
Dalla chiamata per un intervento a Cascina alla destinazione improvvisa al carcere di Pisa. Il racconto di un volontario della Misericordia di Fornacette, tra ambulanze, forze dell’ordine e il Posto Medico Avanzato attivato per la maxi emergenza.
Sommossa nel carcere di Pisa, scatta la maxi emergenza: segnalato anche un incendio
Una chiamata per un normale intervento a Cascina. Poi il rientro verso Fornacette, dopo aver accompagnato il paziente a Cisanello. E, improvvisamente, una nuova destinazione: il carcere Don Bosco di Pisa.
È iniziata così, per una squadra della Misericordia di Fornacette, una notte di maxi emergenza che ha coinvolto numerosi mezzi di soccorso e volontari provenienti da diverse realtà del territorio pisano, insieme a Misericordia, Pubblica Assistenza e Croce Rossa, in una mobilitazione che ha visto ancora una volta il volontariato mettersi a disposizione della comunità, con uomini e donne pronti a intervenire e a garantire supporto anche nei momenti di maggiore emergenza.
A raccontare a VTrend le ore trascorse all’interno dell’istituto penitenziario è uno dei volontari impegnati nelle operazioni. Una testimonianza diretta che restituisce soprattutto il clima di attesa e di allerta vissuto dalle squadre di soccorso, rimaste pronte a intervenire nel caso in cui la situazione fosse ulteriormente degenerata.
«Noi eravamo stati attivati per un’emergenza a Cascina, in un’abitazione. Al ritorno, una volta portato il paziente a Cisanello, stavamo tornando verso Fornacette quando ci hanno richiamato: destinazione Don Bosco».
La squadra è arrivata sul posto e, poco dopo, è arrivata anche l’auto medica che effettua servizio di stazionamento alla Misericordia di Pisa, con medico, infermiere e autista.
«Quando siamo arrivati ci siamo confrontati con le forze dell’ordine, con la Polizia e con la Polizia penitenziaria. Ci hanno detto che c’era stata una sorta di rivolta e che alcuni detenuti si erano barricati all’interno di una stanza, in una zona alla quale non riuscivano ad accedere».
In quel momento, racconta il volontario, la squadra è rimasta all’esterno, mentre la situazione veniva monitorata. Poi è arrivata l’attivazione della maxi emergenza.
«Pensando a uno scenario peggiore, è stata attivata la maxi emergenza. A quel punto sono partiti tutti i protocolli per il Posto Medico Avanzato, che è stato allestito alla Pubblica Assistenza di Pisa».
Da quel momento sono state attivate diverse ambulanze in maniera preventiva.
«Da protocollo sono partite le richieste di ambulanze, che sono state messe alla Pubblica Assistenza di Pisa a disposizione. C’erano anche due direttori dei trasporti: uno ero io, all’interno del carcere, e uno era al Posto Medico Avanzato».
Una macchina dei soccorsi organizzata per essere pronta nel caso in cui l’intervento delle forze dell’ordine avesse provocato un numero significativo di feriti da assistere e trasportare.
Nel frattempo, all’interno del carcere continuava a crescere la presenza delle forze dell’ordine. «C’erano i Carabinieri, la Polizia penitenziaria, la Polizia di Stato: insomma, c’era tutto il possibile».
Il volontario racconta di aver assistito all’arrivo di ulteriori squadre operative. «A un certo punto sono arrivate delle squadre del G.I.O., il Gruppo di Intervento Operativo del Corpo di Polizia penitenziaria.»
Sul posto, già dal tardo pomeriggio, erano intervenuti anche i Vigili del fuoco, impegnati nella gestione della situazione.
La squadra di soccorso non è rimasta direttamente nella zona più esposta. «Siamo rimasti nella corte interna del carcere».
Nel frattempo sono arrivati altri mezzi in supporto. L’organizzazione dei soccorsi prevedeva infatti la presenza di ulteriori ambulanze, pronte a intervenire qualora, con l’avvio dell’operazione all’interno del carcere, fosse stato necessario soccorrere e trasportare eventuali feriti.
Un’attesa particolare, in uno scenario nel quale continuavano ad arrivare mezzi e personale delle forze dell’ordine.
La maxi emergenza, secondo quanto comunicato dalle Misericordie Pisane, si sarebbe conclusa alle 6.18, quando tutte le squadre sono state fatte rientrare nelle rispettive sedi.
Una notte durante la quale, accanto alle forze dell’ordine e ai Vigili del fuoco, anche la macchina del soccorso sanitario è rimasta pronta per ore.
Ambulanze, auto medica e Posto Medico Avanzato sono stati mobilitati soprattutto in previsione dello scenario peggiore: essere pronti a entrare in azione nel momento in cui fosse stato necessario.
Una presenza silenziosa, quella dei volontari, rimasti in attesa per ore con i mezzi pronti e l’attenzione rivolta verso il carcere.





