Per anni ha attraversato il centro della città, soprattutto corso Matteotti. Sui social sono tantissimi i messaggi di cordoglio: «Ci mancherà»
A Cascina è morto a 61 anni Amedeo Picchiotti, una presenza discreta che negli anni era diventata familiare a tantissime persone.
Nonostante il suo carattere riservato, Amedeo era conosciuto da molti per le sue passeggiate nel centro della città, in particolare lungo corso Matteotti, dove lo si incontrava abitualmente.
Originario di Livorno, Amedeo si faceva notare per il suo modo discreto di stare tra le persone. Bastava un saluto, un sorriso o qualche parola scambiata lungo la strada. Piccoli gesti ripetuti nel tempo, fino a diventare una presenza familiare per chi frequentava il centro di Cascina.
La notizia della morte di Amedeo si è diffusa rapidamente sui social, dove sono comparsi moltissimi messaggi dedicati al suo ricordo.
A scrivere sono state persone che lo conoscevano bene, ma anche cittadini che con lui avevano avuto soltanto brevi incontri o qualche parola scambiata nel tempo. E c’è anche chi racconta di non aver mai parlato con lui, ma di averlo riconosciuto sempre per quella presenza discreta e per il suo immancabile saluto.
Tra i messaggi pubblicati su Facebook c’è quello di chi lo ha ricordato con parole particolarmente toccanti:
«Amedeo Picchiotti ci ha lasciato, in silenzio.
Un breve sorriso che percorreva Cascina come un soffio di vento silenzioso… questo era Amedeo.
Sembrava apparire dal niente e scompariva nel niente.
Sentivi che cercava dolcezza, forse amore, sicuramente la carezza di un saluto o di uno sguardo.
Aveva mondi dentro che non rivelava».
Parole che restituiscono il ritratto di un uomo schivo, ma capace di lasciare un’impressione positiva in chi lo incontrava. Un’espressione che sembra riassumere bene il rapporto particolare che Amedeo aveva costruito con Cascina: forse non conosceva davvero tutti e certamente non tutti conoscevano lui, ma la sua figura era diventata riconoscibile per tantissime persone.
Amedeo è stato sepolto nel cimitero di Visignano. A rimanere sarà soprattutto la memoria di quei gesti semplici e familiari: un sorriso, una parola, una mano alzata per salutare. Piccoli segni che, senza fare rumore, erano diventati parte delle giornate di tanti cascinesi.




