Il consigliere comunale di Vicopisano del Cambiamento contesta i risultati del sacco codicizzato, solleva dubbi sulle telecamere e sull’impatto ambientale dei mezzi utilizzati per la raccolta.
Il comunicato stampa di Mario Palmieri, consigliere comunale del gruppo consiliare di minoranza Vicopisano del Cambiamento
Il sistema del sacco codicizzato e, più in generale, il modello di raccolta porta a porta tornano al centro del dibattito politico a Vicopisano.
A intervenire è Mario Palmieri, consigliere comunale del gruppo consiliare di minoranza Vicopisano del Cambiamento, che contesta la lettura dei risultati del sistema e sostiene che il fenomeno degli abbandoni non sarebbe stato risolto, ma soltanto modificato nelle modalità.
Palmieri prende le mosse dal Consiglio comunale dello scorso 27 luglio 2026, durante il quale, secondo quanto riferito nel comunicato, l’assessore Juri Filippi avrebbe parlato di «risultati eccellenti» del sacco codicizzato, evidenziando l’aumento della raccolta differenziata e la diminuzione dell’indifferenziato.
Nello stesso Consiglio comunale, riferisce Palmieri, era stato approvato anche un lieve abbassamento della TARI. Il consigliere sottolinea però che, a suo giudizio, negli ultimi cinque anni la tariffa sarebbe aumentata «in maniera spropositata».
Il punto centrale della contestazione riguarda gli abbandoni dei rifiuti. Secondo Palmieri, la diminuzione dell’indifferenziato registrata con il sacco codicizzato non significherebbe necessariamente una soluzione del problema.
«Il problema non è stato risolto, è stato soltanto spostato. I grossi sacchi neri non stanno più fuori dalle case. Ora i rifiuti finiscono abbandonati a fianco dei cestini pubblici, un po’ ovunque nel paese», afferma il consigliere.
Palmieri sostiene che sarebbero numerose le segnalazioni dei cittadini relative agli abbandoni.
«Chi è incivile resta incivile. Il sacco semitrasparente con codice non ha cambiato le abitudini, ha solo cambiato il punto di abbandono», aggiunge.
Nel comunicato il consigliere affronta anche il tema delle telecamere installate per contrastare gli abbandoni.
«Le risorse del bilancio comunale spese per le telecamere installate proprio per combattere gli abbandoni – una spesa che viaggia con cifre a quattro zeri – non coprono i punti nevralgici dove l’abbandono resta un’abitudine consolidata», sostiene Palmieri.
Da qui una serie di interrogativi sulle modalità di utilizzo degli impianti e sui limiti imposti dalla normativa sulla privacy.
«Essendo installate da una società terza rispetto al Comune, quali sono i limiti che la legge sulla privacy impone? Consentono il riconoscimento facciale oppure si limitano a leggere le targhe?», chiede il consigliere.
Palmieri mette inoltre in discussione l’impatto ambientale del modello di raccolta porta a porta.
«Il tanto decantato porta a porta viene effettuato da furgoncini diesel che ogni giorno percorrono in lungo e in largo il territorio comunale, con continui stop and go», afferma.
Secondo il consigliere, i mezzi utilizzati per la raccolta producono emissioni mentre effettuano il servizio e, una volta pieni, raggiungono un autocompattatore di grosse dimensioni che, secondo quanto riferito nel comunicato, «di solito sosta nella zona industriale Lugnano Noce e rimane a lungo in moto per garantirne la funzionalità».
Da qui la domanda posta da Palmieri: «Da un lato si esalta la differenziata, dall’altro si utilizzano mezzi altamente inquinanti e un autocompattatore che resta acceso per ore. Qual è, allora, il reale beneficio ambientale di questo modello?».
Un altro aspetto sollevato dal consigliere riguarda la possibilità di confrontare il sistema porta a porta con il ritorno ai cassonetti.
Secondo Palmieri, «ad oggi non è stato fatto neanche uno studio su costi e benefici del ritorno ai cassonetti», mentre, a suo dire, questa soluzione starebbe tornando in uso «in molte vicine città e paesi della provincia, al di là del colore politico».
Per il consigliere, quindi, il tema dovrebbe essere affrontato attraverso un’analisi dei costi e dei benefici delle diverse modalità di raccolta.
Palmieri precisa di non mettere in discussione l’importanza della raccolta differenziata.
«La differenziata va incentivata, nessuno lo nega e i costi dello smaltimento dell’indifferenziato sono alti con regole europee stringenti», afferma.
La critica riguarda invece l’efficacia complessiva del modello adottato e, soprattutto, la permanenza del fenomeno degli abbandoni.
Il consigliere interviene anche sulle iniziative degli amministratori della maggioranza che, secondo quanto riferito nel comunicato, si impegnerebbero personalmente nella rimozione dei rifiuti abbandonati.
«È inutile che gli amministratori della maggioranza, pur con l’encomiabile intento di rimuovere i rifiuti abbandonati, facciano a gara a ritirarli personalmente. Il problema resta. La loro iniziativa va riconosciuta, ma quei rifiuti non li hanno abbandonati loro», sostiene Palmieri.
Per il consigliere, intervenire sulla rimozione dei rifiuti non sarebbe sufficiente a eliminare la causa del fenomeno.
«Continuare a ripulire non risolve la causa: l’inciviltà di chi lascia i rifiuti dove non dovrebbero stare», afferma.
La conclusione del comunicato torna quindi sul punto di partenza: secondo Palmieri, la riduzione dell’indifferenziato non può essere considerata, da sola, la soluzione del problema degli abbandoni.
«Quando si celebrano successi mentre i cestini pubblici diventano discariche improvvisate e i furgoncini diesel, insieme al compattatore sempre acceso, spargono CO2, il messaggio ai cittadini è chiaro: si preferisce il racconto alla soluzione».
E conclude: «Chi è incivile resta incivile e il problema dell’abbandono, per ora, è solo spostato».





