Campus a Pisa dei medici in formazione specialistica in Chirurgia vascolare: in Aoup in 34 da tutte le scuole italiane.
La XIII edizione, dal 29 settembre al 2 ottobre, ha unito casi clinici, simulazione endovascolare e una nuova attenzione alla leadership in sanità.
Sono stati 34 i medici in formazione specialistica, provenienti da tutte le scuole di specializzazione in chirurgia vascolare italiane, che hanno partecipato alla XIII edizione del Campus dedicato ai medici in formazione specialistica in chirurgia vascolare che si è tenuto recentemente all’Ospedale di Cisanello.
L’iniziativa è stata organizzata da Raffaella Nice Berchiolli, professoressa associata di Chirurgia vascolare all’Università di Pisa – dove dirige la relativa Scuola di specializzazione – e direttrice anche dell’Unità operativa di Chirurgia vascolare in Aoup insieme a Nicola Troisi, professore associato in Unipi nella stessa disciplina e in servizio nella medesima struttura, con la collaborazione dei medici di tutto il reparto.
La partecipazione di tutte le scuole italiane ha conferito al Campus una dimensione nazionale e offerto ai giovani medici un’occasione per condividere esperienze, confrontare percorsi formativi e costruire relazioni professionali.
Giunto alla tredicesima edizione, il Campus ha proposto un programma con integrazione di un confronto clinico, attività di simulazione e riflessione sulle responsabilità della professione. Al centro, la partecipazione attiva degli specializzandi e il dialogo con i colleghi più esperti, per collegare le conoscenze teoriche alle scelte della pratica quotidiana.
Novità di questa edizione è stato lo spazio dedicato alla leadership in sanità, con una lettura di Domenico Bodega, professore ordinario di Organizzazione aziendale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e l’intervento di Angelo Gemignani, professore ordinario in Neuropsicologia e Neuroscienze cognitive e presidente della Scuola interdipartimentale di Medicina dell’Università di Pisa.
“L’apertura a questi temi – spiega la professoressa Berchiolli – amplia la prospettiva della formazione specialistica: accanto alle competenze cliniche e tecniche, il percorso dei futuri chirurghi richiede capacità di assumere responsabilità, comunicare e lavorare in équipe.
Il contributo di discipline diverse ha offerto così uno spazio di riflessione sulle relazioni professionali, sulla valorizzazione delle competenze e sulla condivisione degli obiettivi di cura.
Durante il Campus si sono svolte sessioni dedicate alla presentazione di casi clinici da parte dei giovani medici in formazione, con assegnazione di premio al miglior lavoro. Un’opportunità per discutere i percorsi diagnostici e terapeutici, motivare le proprie scelte e confrontarsi con differenti esperienze cliniche, sviluppando capacità di analisi e di comunicazione scientifica.
Alla discussione dei casi si è affiancata una sessione di simulazione sull’utilizzo dei dispositivi endovascolari, che ha consentito agli specializzandi di familiarizzare con strumenti e procedure in un contesto formativo guidato, avvicinando l’apprendimento teorico alla pratica.
La collaborazione dei medici dell’intero reparto alla realizzazione del Campus e la presenza di docenti di alto profilo di altre sedi, sia universitarie sia ospedaliere, testimonia il valore attribuito alla formazione come impegno comune.
Trasmettere esperienza – conclude Berchiolli – significa anche accompagnare i giovani colleghi nello sviluppo dell’autonomia e del giudizio clinico, mantenendo al centro l’attenzione alla persona assistita”.





