Il bilancio sull’andamento del turismo a Volterra nella stagione estiva secondo Confcommercio Volterra. I dettagli.
“Il turismo a Volterra sta vivendo una situazione sempre più altalenante: giornate caratterizzate da grandi flussi di visitatori si alternano a periodi di estrema quiete.
Il dato che emerge con chiarezza è che non si registra un afflusso turistico costante e questo rende oggettivamente difficile il lavoro degli operatori e presenta un vero interrogativo per il futuro”.
Il bilancio sull’andamento del turismo a Volterra nella stagione estiva non fa dormire sonni tranquilli al presidente di Confcommercio Volterra Sergio Brizi. “Basta pensare che 5-6 anni fa si parlava della necessità di ampliare e potenziare i parcheggi della città, ma con questo andamento oscillante del turismo non è certo necessario: le file a cui assistevamo per parcheggiare “sui ponti” sono ormai un ricordo e le principali aree di sosta della città hanno sempre posti auto disponibili”.
“Nel mese di luglio abbiamo assistito a una situazione piuttosto tranquilla, mentre ad agosto il picco turistico è aumentato.
Ci sono stati circa 10-15 giorni particolarmente positivi, ma anche in questo caso con una forte alternanza: poche presenze in alcuni momenti e grandi flussi in altri.
Circa il 60% dei visitatori è straniero, contro il 40% italiano Volterra continua ad attrarre visitatori grazie alla propria straordinaria storia, all’arte e al patrimonio etrusco e medievale. Ma oggi questo non basta più.
È necessario costruire un vero valore aggiunto intorno alla città, capace di rendere l’esperienza del visitatore più ricca e di incentivare la permanenza. Volterra ha bisogno di una svolta nella gestione e nella programmazione turistica”.
“Prendiamo spunto da altre città” – il suggerimento del presidente di Confcommercio Volterra – “dove il rapporto con gli artisti e con le opere d’arte ha contribuito a trasformare il tessuto urbano in un elemento stesso dell’offerta turistica.
Anche Volterra potrebbe valorizzare maggiormente i propri spazi attraverso installazioni, opere e percorsi capaci di dialogare con il patrimonio storico.
Questa estate abbiamo sostenuto le installazioni artistiche di Andrea Roggi che sono state molto apprezzate e fotografate, il progetto ha funzionato e dimostra che esiste un interesse verso percorsi e proposte che vadano oltre la semplice visita ai monumenti. Occorre quindi ragionare su nuovi itinerari e nuove esperienze”
“Una città turistica non può essere considerata soltanto una città d’arte da visitare durante il giorno e da lasciare la sera” – conferma il coordinatore sindacale di Confcommercio Pisa Luca Favilli – “Per questo sarebbe necessario rafforzare un vero Ufficio Turismo, in grado di lavorare stabilmente in collaborazione con gli operatori e con gli addetti ai lavori. Servono investimenti, anche economici, nella raccolta dei dati, nell’analisi dei flussi e nella programmazione, a partire già dal calendario turistico del 2027.
La programmazione delle manifestazioni deve essere pensata inevitabilmente con maggiore anticipo e secondo una strategia complessiva” – La forte oscillazione delle presenze rende evidente che non è sufficiente organizzare singoli eventi senza una visione d’insieme.
Bisogna costruire un’offerta che permetta a Volterra di essere attrattiva durante tutta la stagione, distribuendo i flussi e aumentando la permanenza dei visitatori”.
Un ulteriore elemento di criticità resta quello della viabilità: “Chi arriva a Volterra nota immediatamente che qualcosa non funziona – aggiunge Brizi – bastano le difficoltà lungo la SS68 per rendersi conto dei problemi che il sistema viario può creare.
In questo quadro, resta inoltre aperta la questione del tratto di strada di San Francesco, lungo circa un chilometro e 50 metri, per il quale l’intervento è costato circa 1,8 milioni di euro e che, dopo pochi mesi, ha subito un cedimento.
Una situazione che ha prodotto evidenti difficoltà e sulla quale sarebbe stato necessario valutare con attenzione anche le responsabilità e le conseguenti richieste di danni, arrivando eventualmente a costituirsi parte civile.
Il tema delle infrastrutture non può essere separato da quello del turismo. Non si può pensare di aumentare le presenze senza interrogarsi sulla capacità della città di accogliere quei flussi”.





