Tari, intervento dell’assessore all’ambiente Elena Del Rosso. «Nel 2026 -1,5% per famiglie e -0,5% per imprese. Allargata platea di chi paga, non tagliato il servizio»
Sulle tariffe Tari applicate dal Comune di Pisa per l’anno 2026 interviene l’assessore all’ambiente del Comune di Pisa, Elena Del Rosso.
«In Toscana dove molti Consigli comunali stanno approvando una raffica di aumenti, Pisa va nella direzione opposta.
Le tariffe sui rifiuti per il 2026 calano dell’1,5% in media per le utenze domestiche (con punte del 2,18% a seconda del numero di componenti) e del -0,5% per le attività economiche.
Il confronto restituisce la misura del dato. Per le famiglie a Firenze c’è un incremento medio del +4,84%, Prato +8,5%, Pistoia +6,7%, Livorno +4%, Rosignano +4,92%. Carrara resta sotto la soglia del 10%. In quel quadro, Pisa è l’unica voce con il segno meno».
«Il risultato – continua l’assessore Del Rosso – arriva in un anno tutt’altro che favorevole: il costo del servizio è cresciuto del +3,1%, mentre il rinnovo del contratto nazionale di categoria ha fatto salire il costo del lavoro.
Nonostante questo, la bolletta a Pisa scende e il servizio non è stato ridotto, anzi. È stato ottimizzato: abbiamo ingegnerizzato i sistemi di pulizia e controllo, informatizzato i processi e reso quasi immediato il recupero degli abbandoni.
Ma la leva principale è stata un’altra. La novità è il nuovo sistema di ricerca delle mancate iscrizioni al servizio Tari, messo a punto grazie a un lavoro sinergico tra gli uffici comunali e SePi.
Incrociando i dati tra anagrafe, uffici tributi e società di riscossione sono emerse utenze che usufruivano del servizio senza esserne iscritte. Ogni nuova iscrizione ha significato una quota di costo in meno per chi era già in regola».
«Se infatti un cittadino non paga, i rifiuti vanno portati via lo stesso, e quel costo finisce su chi paga regolarmente – prosegue l’assessore –. Allargando la platea, la stessa spesa, anzi una spesa più alta viene divisa tra più contribuenti.
È per questo che chi è sempre stato in regola quest’anno si troverà a pagare meno. Invito chi non risultasse ancora iscritto al servizio a regolarizzare la propria posizione spontaneamente, prima che si proceda all’iscrizione d’ufficio».
«Il calo medio dell’1,5% non racconta tutta la storia. A Pisa restano confermate le agevolazioni per le fasce ISEE più basse e per le famiglie numerose, che si aggiungono alla riduzione tariffaria generale».
«Sul fronte dei controlli i numeri parlano da soli: gli ispettori ambientali avevano già raggiunto a fine giugno il totale delle sanzioni elevate nell’intero 2025. Fino allo scorso anno Pisa era il secondo Comune d’Italia per tariffa più alta, subito dopo Catania.
Partivamo da lontano e non lo nascondiamo. Un calo dell’1,5% non risolve un problema costruito in anni. Ma per la prima volta la direzione è cambiata, e questo conta».
«Il capitolo successivo riguarda la quantità di rifiuto prodotto. L’Amministrazione ha aperto un tavolo con i grandi enti cittadini, dall’ospedale agli atenei, per ridurre la frazione indifferenziata, la più costosa da smaltire tra trasporto ed ecotassa.
Un lavoro appena avviato, i cui effetti sulla tariffa si vedranno nei prossimi esercizi. Resta il nodo strutturale che nessuna Amministrazione comunale può sciogliere da sola: senza impianti di chiusura del ciclo sul territorio, i rifiuti vanno portati altrove e trattati a condizioni fissate da altri.
Su quello la partita si gioca a livello regionale. Ma intanto, a Pisa, chi ha sempre pagato la Tari quest’anno pagherà meno. E chi non pagava, inizia a farlo».





