Il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni interviene sul futuro degli impianti in Toscana e sulla chiusura del ciclo dei rifiuti.
Nel dibattito sul futuro della gestione dei rifiuti in Toscana e sul percorso di Retiambiente interviene il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, con una riflessione sul tema della chiusura del ciclo dei rifiuti e sulle scelte strategiche legate agli impianti.
Nel suo intervento, Macelloni richiama l’attenzione sulla necessità di individuare soluzioni concrete, soffermandosi sul progetto dell’ossicombustore, sul Piano regionale dei rifiuti e sulla proposta di intervenire sugli impianti esistenti attraverso il revamping.
Il sindaco di Peccioli affronta inoltre il confronto aperto con le posizioni espresse da esponenti di AVS, sottolineando la necessità che il dibattito entri nel merito delle soluzioni operative.
Si riporta integralmente il comunicato stampa
Nel dibattito che si sta sviluppando su Retiambiente mi pare che si parli di tutto fuorché della domanda fondamentale: come si chiude il ciclo dei rifiuti? Su questo punto, che è il vero nodo della questione, continuo a sentire molte parole che parlano d’altro.
C’è una eccezione, costituita dall’intervento di Dario Danti, segretario regionale di AVS e assessore al Comune di Firenze, quando sostiene che in una coalizione non si può essere sudditi e limitarsi a prendere decisioni già confezionate.
Su questo ha ragione. Ma trascura un fatto semplice: il progetto dell’ossicombustore, così come il Piano regionale dei rifiuti e il percorso di Retiambiente, non nasce ieri mattina. È una vicenda che va avanti dal 2022.
Per questo, quando si parla di investimenti strategici, non si può giocare al gioco dell’oca: ogni volta che arriva uno si torna alla casella di partenza e si ricomincia da capo. Così non si costruisce una politica industriale seria e non si rispettano nemmeno gli impegni assunti all’interno di una coalizione! Tanto meno si fanno investimenti strutturali.
C’è però un elemento positivo nell’intervento di Danti e di Anna Piu. Finalmente avanzano una proposta. Sostengono, infatti, che prima occorre intervenire sugli impianti esistenti attraverso il revamping.
È una novità importante, perché significa riconoscere che il problema non è se avere o meno un impianto, ma quale impianto realizzare.
Per chiarezza, quando si parla di impianti esistenti che hanno bisogno di revamping, si fa riferimento agli inceneritori, attualmente fermi, di Pisa e Livorno. Prendo atto, quindi, che AVS oggi è disponibile a sostenere la riapertura di questi impianti.
A mio avviso è un errore, ma una posizione legittima, un atto di governo forte anche se appare singolare che a sostenerla sia proprio Dario Danti.
Quando era consigliere comunale a Pisa, infatti, sostenne la chiusura dell’impianto, avvenuta nel 2018, e non certo il suo ammodernamento.
L’importante è che il confronto inizi, finalmente, a misurarsi con le soluzioni e non con gli slogan. Perché i rifiuti non si smaltiscono con i principi, ma con gli impianti. E la Toscana ha bisogno di sapere quale strada si intende percorrere.
P.S.: se AVS sostiene di riferirsi ad altri impianti e non a quelli di Pisa e Livorno, lo dica apertamente. Ci spieghi quali sono, dove si trovano e se sono in grado di chiudere il ciclo dei rifiuti. Così, almeno una volta, il dibattito uscirà dagli slogan e entrerà nel merito!





