Intervista di VTrend a Diego Petrucci sulla TARI a Pisa: una proposta di legge per una maggiore equità fiscale.
PISA – Il tema della TARI torna al centro del dibattito politico e amministrativo pisano, con una delle tariffe più alte d’Italia che continua a pesare su famiglie e imprese.
A rilanciare la questione è un’intervista realizzata da VTrend al consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio regionale toscano Diego Petrucci, che punta il dito contro quella che definisce una distorsione strutturale del sistema di gestione dei rifiuti e della fiscalità locale.
Nel corso dell’intervista, Petrucci ricostruisce le ragioni di un sistema che, a suo avviso, scarica sui residenti di Pisa costi non sostenuti solo dai cittadini, ma anche da una platea molto più ampia di utenti: studenti, turisti, lavoratori e pazienti che quotidianamente gravitano sulla città. Un equilibrio definito “iniquo”, aggravato – secondo l’esponente di FdI – dall’assenza di una pianificazione regionale efficace sugli impianti di smaltimento.
A partire da questa analisi, il vicepresidente del Consiglio regionale presenta anche una proposta di intervento legislativo che mira a ridefinire la ripartizione dei costi, chiamando in causa grandi utenze e istituzioni sovralocali e introducendo meccanismi di compensazione per i Comuni che ospitano servizi e infrastrutture di livello regionale e nazionale.
Un tema che apre inevitabilmente anche un fronte politico, con responsabilità che vengono attribuite alla lunga gestione del centrosinistra in Toscana e alla mancata capacità di riformare il sistema dei rifiuti.
1. Perché la situazione della TARI a Pisa è diventata così pesante?
La TARI a Pisa è la più alta d’Italia per due ordini di motivi. Il primo perché siamo una città di 90.000 residenti che però ne “ospita” ogni giorno oltre 200.000. Il secondo perché la Regione Toscana sconta un colpevole immobilismo infrastrutturale a livello dello smaltimento dei rifiuti a causa dell’incapacità del centrosinistra e della sinistra che hanno sempre governato la Regione, di fare una vera pianificazione regionale: la Toscana è ferma da anni sugli impianti, costringendoci a trasportare rifiuti in giro per l’Italia con costi esorbitanti che finiscono direttamente nelle bollette dei pisani.
2. Quali sono le caratteristiche del sistema attuale che penalizzano i pisani?
Il sistema ignora la realtà dei fatti: i residenti pagano non solo per i rifiuti che producono loro, ma anche per quelli prodotti da una platea enorme di non residenti e di servizi di cui usufruiscono non solo i pisani ma l’intera Regione se non l’intera Nazione (se si pensa all’ospedale Cisanello e Santa Chiara). Le attuali tariffe sono “fuori mercato” perché spalmano i costi di pulizia di hub internazionali (aeroporto, stazione, ospedali) su una base contributiva troppo ristretta. È una tassa che strozza famiglie e piccole imprese.
3. Pisa sostiene costi per una platea più ampia: perché è un problema?
Pisa è una città medio-piccola che eroga servizi da metropoli. Abbiamo l’Azienda Ospedaliero-Universitaria, tre università, il CNR, un aeroporto internazionale e migliaia di turisti che arrivano in città ogni giorno. Questi centri attraggono milioni di persone che producono rifiuti urbani significativi. Il problema è che, ad oggi, non esistono protocolli per far sì che i costi per lo smaltimento dei rifiuti non speciali prodotti da questi centri, non finisca sulle spalle di chi vive e paga le tasse a Pisa.
4. Come interviene la sua Proposta di Legge su questo squilibrio?
L’obiettivo è che le grandi utenze, come le ASL o le Aziende per il Diritto allo Studio, paghino per i rifiuti non speciali in proporzione a quanto effettivamente producono. Se un ospedale serve tutta la Regione, il suo rifiuto non può essere un costo a carico del solo Comune ospitante. Propongo poi che la Regione predisponga un fondo per compensare i maggiori costi sostenuti dai Comuni che hanno ‘hub’ infrastrutturali come Pisa, come riconoscimento concreto del peso che queste città sopportano. Già adesso saprei proporre a Giani dove reperire le risorse per sostenere questa spesa.
5. Qual è l’idea di fondo: equità per i residenti o revisione del sistema?
Entrambe. L’idea guida è l’equità sociale: i cittadini devono pagare per i servizi che usufruiscono, non devono pagare anche per gli altri, siamo sin troppo vessati dalla pressione fiscale. L’iniziativa ha anche l’obiettivo di non far scappare i residenti dalla città, fenomeno che sta avvenendo non solo a Pisa ma anche in altre città capoluogo. Sulla revisione del sistema di smaltimento dei rifiuti bisognerebbe anzitutto cambiare mentalità e iniziare a prendere decisioni.
6. Chi dovrebbe farsi carico dei costi legati a turisti e universitari?
Oggi se ne occupano i residenti, ed è profondamente ingiusto. Per quanto riguarda gli universitari la responsabilità deve passare a grandi utenze e istituzioni: Aziende Ospedaliere-Universitarie e Sanitarie e le Università quindi in larga parte la Regione. A livello turistico, dobbiamo destinare una parte importante della tassa di soggiorno proprio all’abbattimento della TARI per i residenti.
7. Soluzioni realistiche per alleggerire la TARI senza calare la qualità?
Non ci sarebbe alcun effetto sulla qualità del servizio.
8. C’è un tema politico nel rapporto con Regione o Stato?
Su questo lo Stato non ha voce in capitolo, invece la nostra Regione – e nello specifico la parte politica che la guida dagli anni Settanta – ha delle responsabilità enormi. Il Piano Rifiuti regionale non serve a niente perché non prende decisioni concrete: sono serviti anni per redigerlo e il risultato è a somma zero. Se in questa Regione la politica non torna a decidere rischiamo di trasformare un gioiello come la Toscana in un pachiderma dai piedi di cristallo.
9. Quali reazioni ha raccolto finora?
Prevalentemente apprezzamento da parte dei pisani e delle associazioni di categoria. Mi auguro che il centrosinistra comprenda la bontà del progetto e lo condivida sui banchi del Consiglio regionale.
10. L’obiettivo della sua iniziativa legislativa in poche parole?
L’obiettivo è introdurre un principio di equità che oggi manca: i pisani non devono più pagare per i rifiuti dei turisti, degli studenti e dei pazienti di tutta la Regione. Vogliamo trasformare Pisa da città penalizzata a modello di tassazione giusta.





