Tribunale di Pisa, riconosciuto il comportamento antisindacale di Takeda. Trapani: vittoria dei lavoratori, ma restano da difendere 67 posti.
La decisione del Tribunale di Pisa sul comportamento di Takeda apre un nuovo passaggio nella vertenza che coinvolge lo stabilimento pisano e i suoi lavoratori.
Il giudice ha riconosciuto il carattere antisindacale della condotta contestata dall’organizzazione sindacale, una pronuncia che il consigliere regionale del PD Matteo Trapani definisce una vittoria per lavoratrici, lavoratori e sindacati.
Nel suo intervento, Trapani sottolinea il ruolo svolto da Filctem CGIL e Nidil CGIL nella mobilitazione e nella difesa del diritto di sciopero, ringraziando i lavoratori per la determinazione mantenuta durante le settimane di vertenza.
Il consigliere evidenzia inoltre l’impegno delle istituzioni, ricordando il coinvolgimento della Regione Toscana e dell’assessore Valerio Fabiani, oltre agli atti presentati nei Consigli comunale e regionale per mantenere alta l’attenzione sulla situazione.
La pronuncia del Tribunale, secondo Trapani, rappresenta un riconoscimento delle ragioni sostenute dai lavoratori e ribadisce la necessità di tutelare il diritto di sciopero.
Ma, sottolinea il consigliere, la vicenda non può considerarsi conclusa: restano infatti da difendere 67 posti di lavoro e da ottenere garanzie sul futuro occupazionale dello stabilimento di Pisa.
Su questo fronte, le istituzioni sono chiamate a proseguire il confronto e a mantenere alta l’attenzione sulla vertenza.
Si riporta integralmente il comunicato stampa
«Accogliamo con grande soddisfazione la decisione del Tribunale di Pisa, che ha riconosciuto il comportamento antisindacale di Takeda.
È prima di tutto una vittoria delle lavoratrici e dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, che hanno affrontato queste settimane con compattezza e determinazione, difendendo il diritto di sciopero e la dignità del lavoro», dichiara Matteo Trapani, consigliere regionale.
«Alla Filctem CGIL, alla Nidil CGIL e soprattutto alle lavoratrici e ai lavoratori va il ringraziamento per non aver arretrato di fronte a una situazione difficile. La decisione del Tribunale dà forza alle loro ragioni e ribadisce un principio che non può essere messo in discussione: il diritto di sciopero non può essere condizionato da minacce di conseguenze economiche sproporzionate.
Fin dal primo giorno, davanti ai cancelli della fabbrica, dissi che le istituzioni non si sarebbero fermate e avrebbero continuato a fare la propria parte. E così è stato. La Regione Toscana ha seguito la vertenza con continuità, cercando fino in fondo una mediazione.
Ringrazio Valerio Fabiani, con il quale in queste settimane abbiamo condiviso le diverse questioni della vertenza. Anche gli atti presentati in Consiglio comunale e in Consiglio regionale hanno voluto contribuire a mantenere alta l’attenzione istituzionale sulla vicenda.
Oggi è giusto riconoscere il risultato ottenuto dai lavoratori e dai sindacati. Ma la battaglia principale resta aperta: ci sono 67 posti di lavoro da difendere e servono garanzie sul futuro occupazionale del sito di Pisa. Su questo le istituzioni dovranno continuare a fare la propria parte, con la stessa determinazione».





