Numeri e prestazioni dei padroni di casa a seguito di Pisa-Genoa, gara valida per la 33ª giornata di Serie A: le pagelle dei nerazzurri.
Contro il Genoa, il Pisa ha offerto una prova poco incoraggiante. Tra insicurezze e momenti negativi, la prestazione dei toscani è stata, quasi del tutto, da buttare. Una gara intensa e non scontata, da cui emergono segnali molto contrastanti. Ecco le pagelle dei nerazzurri per Pisa-Genoa.
I voti della difesa del Pisa
Semper 6 – Due gol subiti, di cui uno da Colombo su rigore, e nessun errore grave da segnalare. Anzi, in più di un’occasione si fa trovare pronto e respinge con sicurezza le conclusioni del Genoa.
Calabresi 5,5 – Questa volta il numero 33 del Pisa è meno efficace a contrastare il reparto offensivo rossoblù. Riceve un giallo dopo 30 minuti a seguito di più interventi molto ruvidi. Partita non completamente negativa, ma comunque non sufficiente.
Caracciolo 5 – Inizia il match con alcune chiusure precise, poi però la sua partita va completamente in calando. Nel secondo tempo, a maggior ragione, soccombe sotto i colpi degli attacchi del Genoa.
Canestrelli 6,5 – Oltre alla rete nel primo tempo, il difensore del Pisa mette a referto una prestazione tutto sommato solida (l’unico del reparto). Non lascia molto spazio a Colombo, che soffre la sua marcatura e cerca di stargli alla larga.
Centrocampo e attacco dei nerazzurri
Tourè 6 – Si riprende (parzialmente) dopo la brutta prova contro la Roma all’Olimpico. Il tedesco mostra le sue doti fisiche e dalla sua corsia di riferimento nascono varie chance per i nerazzurri nel primo tempo. Ancora poco lucido nell’ultimo passaggio, ma la sua partita è centrata.
Akinsanmiro 6 – Torna titolare dopo due match (contro Torino e Roma) in cui era partito dalla panchina e lascia alcuni, timidi, segnali positivi a Hiljemark. Pur senza giocate fuori dalle righe, si vedono buoni sprazzi per l’ora disputata.
Aebischer 5,5 – Non il solito centrocampista che il Pisa ha conosciuto quest’anno. Lo svizzero va in difficoltà con la mediana e la trequarti ritmica dei rossoblù e riesce solo timidamente a mostrare buone cose. In ogni caso, non sufficiente.
Loyola 4,5 – Prova assolutamente sottotono e da dimenticare per il cileno. Gravi errori in fase di possesso e nessun tipo di concretezza a ridosso della porta avversaria. Il numero 35 del Pisa è apparso spaesato in mezzo al campo.
Angori 6 – In fase difensiva deve crescere ancora molto, ma in quella offensiva mette in mostra ciò che sa fare. Spesso, soprattutto nella prima frazione, una spina nel fianco per gli avversari grazie anche ai suoi cross. Fa l’assist per la rete di Canestrelli, ma spreca malamente l’opportunità di andare sul 2-0.
Tramoni 5,5 – Si accende e si spegne come se nulla fosse. Forse proprio la continuità durante i 90 minuti gli avrebbe regalato (a lui e al Pisa) una stagione diversa. Il classe 2000 alterna trame interessanti a errori facili che non ci si aspettano da uno con i suoi piedi.
Moreo 5 – Da punto di riferimento centrale è spaesato e si nota molte volte. In questa posizione perde le proprie caratteristiche primarie e soccombe in mezzo alla difesa di De Rossi. Molta lotta ma nessun guizzo.
Le pagelle dei subentrati del Pisa
Meister 5 – Entra nella ripresa al posto di Loyola e non incide quasi mai. Come il cileno appena citato, mette a referto una prestazione opaca.
Vural 5,5 – Un po’ a sopresa, Hiljemark lo lancia in campo per provare a dare qualità alla manovra. In parte ci riesce, ma a volte si mostra lezioso.
Cuadrado 5 – Tanti errori nei 40 minuti giocati. Da un giocatore della sua esperienza ci si aspetta ben altro.
Durosinmi 5 – Doveva dare una svolta a una partita che si era messa male per i suoi e non ci è riuscito. Impatta negativamente sulla gara.
Piccinini 6 – Gioca i 20 minuti conclusivi con buon piglio. Prova a insidiare la difesa avversaria e in parte ci riesce.
Hiljemark 5 – 3 attaccanti “puri” in panchina e ancora una volta nessuno dei 3 titolari dal primo minuto (con Moreo fuori ruolo). Basterebbe solo questo per descrivere le scelte del tecnico svedese. Durante i 90 minuti pare avere poche idee e, anche quando la squadra si trova in difficoltà, non tocca i punti giusti.
A cura di Matteo Casini



