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Saldi estivi 2026 in chiaroscuro Pisa e provincia, Confesercenti: “Serve cambiare la formula, così non è più sostenibile”

16:19

Del Sarto: “I consumatori acquistano solo ciò di cui hanno bisogno. Abbiamo chiesto più volte di posticipare l’inizio dei saldi”

Saldi estivi 2026 in chiaroscuro per il commercio. A tracciare un bilancio della stagione degli sconti è Claudio Del Sarto, Responsabile Provinciale di Confesercenti provincia di Pisa, che ai microfoni di VTrend evidenzia un andamento caratterizzato da luci e ombre, rilanciando la richiesta di una revisione del calendario dei saldi.

«Abbiamo chiesto più volte lo spostamento della data di avvio dei saldi, una richiesta che però ci è sempre stata negata – spiega Del Sarto -. Naturalmente non è l’unico motivo per cui questa stagione può essere definita in chiaroscuro, ma è sicuramente uno degli elementi da considerare».

Secondo Confesercenti, la spesa media dei consumatori ha registrato una lieve diminuzione, con un calo stimato intorno allo 0,5%. Un dato che può variare da regione a regione, ma che in Toscana conferma un cambiamento nelle modalità di acquisto.

«Quello che abbiamo notato è che le persone comprano sempre più quello di cui hanno realmente bisogno – prosegue Del Sarto -. Non c’è più lo shopping tipico dei saldi, quello fatto perché un prodotto è scontato e quindi si decide di acquistarlo comunque. Oggi il consumatore valuta maggiormente e compra solo se in quel momento ha necessità di quel capo o di quell’oggetto».

A trainare le vendite sono soprattutto i settori tradizionali della moda: abbigliamento, calzature, borse e accessori continuano infatti a rappresentare le categorie con i risultati migliori rispetto agli altri prodotti in saldo.

Ma per Confesercenti il tema centrale resta quello della tempistica. La richiesta di posticipare l’avvio degli sconti è al centro della petizione promossa da Fismo Confesercenti nazionale, che riguarda sia i saldi estivi sia quelli invernali.

«Non si può acquistare un prodotto a prezzo pieno e poi, dopo meno di sessanta giorni, essere costretti a venderlo a saldo – sottolinea Del Sarto -. Considerando anche come sono cambiate le stagioni negli ultimi anni, sia l’estate sia l’inverno hanno caratteristiche diverse rispetto al passato. Questo mette in difficoltà gli imprenditori, che rischiano di perdere margini prima del dovuto».

Secondo il responsabile provinciale di Confesercenti provincia di Pisa, il modello attuale dei saldi necessita quindi di una revisione complessiva.

«I saldi di oggi non hanno più i numeri e gli incassi di una volta. Va rivista la formula e soprattutto va ripensato il periodo in cui iniziano. Non è sostenibile per le nostre attività acquistare prodotti stagionali, pagarli a prezzo pieno e poco dopo doverli vendere scontati».

L’obiettivo dell’associazione è ora quello di raccogliere un numero sufficiente di firme attraverso la petizione per portare la questione all’attenzione del Governo.

«Ci auguriamo che questa iniziativa possa arrivare a un confronto istituzionale e portare a una revisione della gestione dei saldi – conclude Del Sarto -. Serve una nuova organizzazione che tenga conto delle esigenze delle imprese e degli imprenditori che da anni lavorano nel settore».

©Riproduzione Riservata 

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