Un’amicizia lontana dai riflettori tra due cantastorie. Il poeta dell’Appennino e l’artista legato a Pisa e alla sua provincia, uniti dalla musica e da quelle notti davanti al mare.
La morte di Francesco Guccini lascia un vuoto profondo nella musica e nella cultura italiana. Un vuoto fatto di parole, racconti e canzoni che hanno accompagnato intere generazioni.
Il cantautore, poeta e scrittore ha rappresentato per decenni una delle voci più note del nostro Paese, capace di raccontare le persone, le storie degli ultimi, le illusioni e le speranze.
A ricordarlo, insieme alle tante testimonianze arrivate in queste ore, c’è anche una voce che arriva dalla provincia di Pisa: quella di Pino Masi, storico cantastorie, musicista e autore, protagonista di una stagione culturale che ha attraversato il Novecento e che ha sempre avuto un legame fortissimo con Pisa e il suo territorio.
Un ricordo semplice, umano, quasi una fotografia in bianco e nero di due artisti lontani dalle celebrazioni ufficiali: una notte, il mare, gli scogli di Marina di Pisa e una bottiglia.
“Ci lascia il grande poeta FRANCESCO GUCCINI – scrive Pino Masi in un post pubblicato sui social – che veniva a trovarmi con una buona bottiglia di notte e ce la andavamo a bere a Marina di Pisa sugli scogli tra gli schizzi delle onde”.
Sono parole che raccontano un lato meno conosciuto di Guccini, quello dell’uomo prima ancora dell’artista. Un rapporto nato lontano dai palchi e dalle grandi platee, fatto di incontri spontanei, conversazioni e musica.
“Parlo di tanti anni fa – aggiunge Masi –. Ora di anni ne ho ottanta, li ho compiuti sei mesi fa, e sono vegetariano ed astemio, ma… ma appena lo raggiungo facciamo certo una bella cantata… e una buona bottiglia ce la scoliamo insieme!”.
Un ultimo saluto affidato all’ironia e alla poesia, nello stile di chi per una vita ha trasformato le emozioni in parole e canzoni.
Il ricordo di Pino Masi porta Francesco Guccini anche dentro la storia del territorio pisano. Masi, nato in Sicilia da padre pisano, è una figura profondamente legata a Pisa e alla sua provincia.
Negli anni ha vissuto a lungo nel territorio, in particolare a Cedri di Peccioli, e oggi vive a Pontedera, mantenendo sempre un rapporto stretto con Pisa, città dove ha costruito una parte fondamentale del suo percorso artistico e culturale.
Negli anni Sessanta fu tra i fondatori del Canzoniere Pisano, esperienza che segnò la sua formazione musicale e politica. A Pisa ha dato vita a rassegne culturali, progetti teatrali e momenti di aggregazione attraverso la musica, diventando uno dei protagonisti della storia della canzone popolare e d’autore legata alla città.
Ed è proprio dentro questo mondo fatto di cantastorie, parole e impegno civile che si inserisce l’incontro con Guccini: due percorsi diversi, ma accomunati dalla capacità di raccontare il tempo in cui vivevano e le persone incontrate lungo la strada.
Anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha espresso il proprio dolore per la scomparsa del cantautore.
“Con profondo dispiacere – ha dichiarato Giani – se ne va un artista le cui parole hanno saputo raccontare intere generazioni. Guccini ha dato voce, con straordinaria intensità, ai valori fondanti della libertà, della memoria, della giustizia e dell’umanità”.
Il presidente ha ricordato inoltre il legame indissolubile tra Guccini e la Toscana, attraverso Pavana, il borgo dell’Appennino pistoiese che il cantautore aveva scelto come casa e che era diventato un luogo centrale della sua produzione artistica e narrativa.
“Le sue canzoni – ha concluso Giani – continueranno ad accompagnarci nel tempo. I grandi artisti non ci lasciano mai davvero, perché continuano a vivere nelle emozioni che sanno trasmettere”.
E forse il modo più vero per ricordare Francesco Guccini è proprio quello scelto da Pino Masi: non una celebrazione distante, ma l’immagine di due amici sugli scogli di Marina di Pisa, con il rumore delle onde e una canzone ancora da cantare.





