Tiene la domanda di lavoro nelle province della Toscana Nord-Ovest: a settembre 2026 previste 7.440 assunzioni.
Nel mese di settembre 2026 le imprese delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa prevedono di assumere 7.440 lavoratori, l’1% in meno rispetto allo stesso mese del 2025 (-60 unità).
Il dato d’area, sostanzialmente stabile, sintetizza però andamenti territoriali diversi: alla crescita di Pisa (+4%) e Massa-Carrara (+3%) si contrappone la flessione di Lucca (-7%), che sconta il confronto con il picco turistico del settembre 2025.
Sul piano settoriale il segnale più rilevante viene dall’industria manifatturiera, che torna a crescere (+5%), mentre il turismo si ridimensiona di un quinto (-20%) e le costruzioni proseguono la fase di assestamento (-7%).
In miglioramento anche il mismatch tra domanda e offerta di lavoro: le posizioni di difficile reperimento scendono al 45% del totale, con una riduzione diffusa a Pisa e Massa-Carrara, mentre restano più elevate a Lucca.
Nel trimestre settembre-novembre le assunzioni programmate ammontano a 21.330 unità, l’1% in meno rispetto a un anno fa.
Questo, in sintesi, è quanto emerge dai dati rilevati per il mese di settembre 2026 su un campione di imprese con dipendenti delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa dal Sistema informativo Excelsior, indagine realizzata da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e analizzati dalla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest e dall’Istituto Studi e Ricerche – ISR.
“I dati di settembre – afferma il Presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, Valter Tamburini – confermano una domanda di lavoro complessivamente stabile, con la ripresa della manifattura che compensa il fisiologico rientro della componente stagionale.
Il segnale più incoraggiante arriva dalla riduzione del mismatch, tornato a interessare meno di una assunzione su due, che si conferma la principale criticità del nostro mercato del lavoro.
Le imprese chiedono sempre più professionalità tecniche e qualificate: per questo la Camera di Commercio continua a investire nell’alleanza tra scuola, formazione professionale e sistema economico locale, sostenendo i percorsi PCTO e la certificazione delle competenze per orientare i giovani verso i fabbisogni reali del territorio.”
In provincia di Pisa le imprese prevedono di assumere 3.510 lavoratori nel mese, il 4% in più rispetto a un anno fa (+120 unità), con il ritorno alla crescita dopo la flessione del 2025.
A trainare è la manifattura, che con 880 ingressi previsti cresce del 14%; la spinta si riflette nella composizione professionale della domanda, con gli operai specializzati e i conduttori di impianti in aumento del 16% e ormai pari al 36% delle entrate.
Positivo anche l’andamento dei servizi alla persona (+22%), mentre risultano in calo il turismo (-11%) e il settore primario (-31%) e si mantengono stabili commercio e costruzioni.
Pisa presenta inoltre il mismatch più contenuto dell’area: le difficoltà di reperimento interessano il 43% delle posizioni ricercate, cinque punti percentuali in meno rispetto al 2025 e nove in meno rispetto al 2024, un livello inferiore sia alla media nazionale sia a quella regionale. Sul piano contrattuale Pisa si distingue per l’elevato ricorso alla somministrazione (14% delle assunzioni, 28% nel manifatturiero).
Crescono comunque le forme stabili, che salgono al 23% del totale, trainate dalle costruzioni, dove il tempo indeterminato passa dall’11% al 25%.
La domanda di lavoro delle imprese lucchesi si attesta a 2.730 assunzioni previste nel mese, il 7% in meno rispetto a settembre 2025 (-220 unità), un livello che riporta il territorio ai valori del 2024 dopo il picco dello scorso anno.
La flessione è interamente riconducibile all’alloggio e ristorazione (-30%), mentre crescono commercio (+10%) e servizi alle imprese (+6%); in lieve calo l’industria (-5%). Lucca è l’unica delle tre province in cui il mismatch non arretra: la difficoltà di reperimento riguarda il 48% delle posizioni ricercate, un valore stabile e superiore sia alla media nazionale sia a quella regionale, a segnalare una criticità strutturale, legata ai profili richiesti più che ai volumi di assunzione.
La causa principale resta la mancanza di candidati (28%), seguita dalla preparazione inadeguata (17%, in aumento).
Sul fronte contrattuale si registra un lieve spostamento verso forme più stabili: il 26% delle assunzioni avverrà a tempo indeterminato o in apprendistato (+1 punto percentuale), mentre il tempo determinato scende al 55% dal 58%. Il segnale più evidente arriva dalle costruzioni, dove il tempo indeterminato sale al 32% dal 24%, e dal manifatturiero, che passa al 28%.
Ammontano a 1.200 le assunzioni previste in provincia di Massa-Carrara, 40 in più rispetto allo stesso mese del 2025 (+3%), con un recupero parziale della contrazione registrata lo scorso anno.
La crescita ha una connotazione qualitativa: aumentano le richieste di dirigenti, profili ad elevata specializzazione e tecnici (+25%) e di operai specializzati e conduttori di impianti (+10%), mentre arretrano le professioni commerciali e dei servizi; coerentemente, sale al 27% la quota di contratti stabili e cresce la domanda di laureati.
A trainare sono i servizi alle imprese (+38%) e il commercio (+15%), affiancati dal ritorno alla crescita del manifatturiero (+6%), mentre risultano in flessione le costruzioni (-20%) e il turismo (-14%).
Il dato più significativo del mese riguarda però il mismatch: la quota di posizioni di difficile reperimento scende al 45%, otto punti percentuali in meno rispetto a settembre 2025, per effetto del netto ridimensionamento della mancanza di candidati (dal 37% al 25%).
Cresce invece la segnalazione di una preparazione inadeguata dei candidati (16%), a conferma che la criticità si sposta dalla disponibilità di persone alla corrispondenza delle competenze. I giovani rappresentano il 32% delle assunzioni programmate, la quota più elevata delle tre province.
La nota completa di grafici e tabelle per ciascuna delle tre province è scaricabile dal sito www.isr-ms.it.





