Crisi all’SPDC di Pisa: infermieri e OSS denunciano minacce, problemi di sicurezza e ricoveri prolungati di pazienti autori di reato.
Una denuncia sulla situazione del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (SPDC) di Pisa e sulle condizioni di sicurezza in cui si trova a lavorare il personale sanitario.
A sollevare il caso sono gli infermieri e gli operatori socio-sanitari del reparto, che hanno affidato a una lettera aperta la propria preoccupazione per una situazione che, secondo quanto riferiscono, sarebbe diventata ormai «non più rimandabile».
Gli operatori parlano di condizioni di lavoro estremamente difficili e di episodi di minacce, anche di morte, rivolte al personale e alle loro famiglie.
Al centro della denuncia c’è soprattutto la presenza, all’interno dell’SPDC, di pazienti autori di reato che, sempre secondo quanto riportato nella lettera, rimarrebbero ricoverati per periodi molto lunghi, arrivando in alcuni casi a mesi. Una situazione che, a loro avviso, finirebbe per saturare i posti letto e snaturare la funzione terapeutica del reparto.
Nella lettera viene inoltre denunciata la mancanza, in diversi casi, di un presidio della Polizia Penitenziaria o di altre forze dell’ordine, con il personale sanitario che si troverebbe così a gestire direttamente situazioni ritenute particolarmente delicate sotto il profilo della sicurezza.
Gli infermieri e gli OSS richiamano infine anche la morte della dottoressa Barbara Capovani, sostenendo che, nonostante le aspettative di un rafforzamento dell’attenzione sulla sicurezza degli operatori della psichiatria, la situazione all’interno del reparto sarebbe ulteriormente peggiorata.
Da qui la richiesta di interventi concreti per garantire l’incolumità dei lavoratori, restituire al reparto la propria funzione di cura e affrontare le criticità legate alla disponibilità di strutture dedicate, come le REMS.
Si riporta integralmente la lettera arrivata in redazione e firmata “Infermieri ed Oss dell’SPDC di Pisa”.
Lettera aperta sulla grave crisi dell SPDC di Pisa e sulla sicurezza dei lavoratori
“Desideriamo affidare alle vostre pagine una denuncia accorata e non piu’ rimandabile sulla drammatica situazione in cui versa il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura di Pisa.
Da diverso tempo a questa parte, il personale sanitario e socio sanitario si trova ad operare in condizioni di estrema difficolta’ ed insicurezza, che stanno minando alla base l’identita’ stessa e la funzione del reparto esponendoci giornalmente a minacce pesanti, spesso anche di morte, dirette a noi ed alle nostre famiglie.
La criticita’ principale e’ legata al massiccio e continuo ricovero all’interno della struttura di pazienti autori di reato.
Da ogni parte ci vengono inviati questi soggetti con l’obbligo di trattenerli, trasformando di fatto un reparto ospedaliero di acuzie in una struttura di detenzione o di lungodegenza impropria.
Questi pazienti rimangono infatti bloccati nel nostro reparto per lunghissimi periodi, spesso per mesi, saturando i posti letto e snaturando il ruolo terapeutico dell’ SPDC.
Il piu’ delle volte questi soggetti non rispettano le regole interne del reparto; tenere accendini o taglienti espone noi e gli altri pazienti a grossi pericoli, oltre il fatto che molti di loro non assumono nessun tipo di terapia farmacologica.
Cio’ che aggrava ulteriormente il quadro è la totale assenza, in molti di questi casi, della presenza e del presidio della Polizia Penitenziaria o di altra forza dell’ordine.
Il personale sanitario si trova cosi’ a gestire da solo, senza le necessarie tutele e competenze di sicurezza, soggetti che richiederebbero ben altri regimi di sorveglianza e percorsi di cura dedicati.
Dobbiamo denunciare con forza che, dopo la tragica scomparsa della Dottoressa Capovani, la situazione è drasticamente precipitata.
Abbiamo ingenuamente sperato che vi fosse piu’ attenzione alla nostra sicurezza e invece sembra assurdo ma abbiamo piu’ paura di prima. Il reparto ha perso l’identita’ e la tutela che merita.
Quello che doveva essere un momento di svolta e di massima attenzione istituzionale per la sicurezza psichiatrica si e’ tradotto, al contrario, in un progressivo abbandono e in un sovraccarico insostenibile per chi ci lavora.
Non si puo’ continuare a scaricare sull’ SPDC e i suoi lavoratori l’insufficienza dei posti nelle strutture dedicate (es. REMS) o le criticita’ del sistema giudiziario e penitenziario.
Chiediamo che venga restituita dignita’ al nostro lavoro, che venga garantita l’incolumita’ degli operatori e che il reparto torni a svolgere la sua reale funzione di cura per la salute mentale della cittadinanza.”
Infermieri ed Oss dell’SPDC di Pisa





