Pontedera, la scritta “Pontenegra” sul cartello fa discutere. Pandolfi: «Condanniamo il gesto, ma non si ignorino sicurezza e integrazione»
La scritta “Pontenegra” comparsa sul cartello stradale di Pontedera accende il dibattito politico in città. A intervenire è Domenico Pandolfi, della Lega Pontedera, che condanna il gesto ma invita a spostare l’attenzione anche sulle questioni legate a sicurezza, degrado e integrazione.
«Condanniamo con fermezza il gesto – afferma Pandolfi – e riteniamo che il termine “negro”, quando viene utilizzato in senso dispregiativo, sia offensivo e discriminatorio». Nel suo intervento, il rappresentante della Lega sottolinea inoltre la presenza a Pontedera di numerosi cittadini stranieri «perfettamente integrati, che lavorano, rispettano le regole e contribuiscono alla vita della comunità».
Secondo Pandolfi, tuttavia, la discussione non dovrebbe fermarsi alla scritta comparsa sul cartello. Il rappresentante della Lega sostiene infatti che quel termine «continua a circolare da anni in città, sui social e anche nei comuni limitrofi» e ritiene necessario interrogarsi sulle ragioni del disagio sociale che, a suo giudizio, sarebbe presente in alcune zone del territorio.
Nel comunicato vengono citati fenomeni quali «spaccio, risse, aggressioni, violenza, occupazioni abusive e criminalità», oltre a situazioni che, secondo Pandolfi, riguarderebbero la mancata integrazione. Un passaggio viene dedicato anche ai giovani e alle seconde generazioni, con un riferimento alle cosiddette baby gang.
«Quando si verificano episodi di violenza – sostiene – la risposta delle istituzioni deve essere seria, tempestiva e uguale per tutti».
Pandolfi critica inoltre quelle che definisce alcune forze politiche e associazioni, accusandole di essere «più preoccupate di difendere il politicamente corretto che di affrontare il problema alla radice». Nel comunicato viene rivolto anche un appello ai rappresentanti delle comunità straniere affinché prendano posizione contro chi commette reati.
Un altro tema sollevato riguarda le scuole e i quartieri. Secondo il rappresentante della Lega, in alcune realtà la concentrazione di alunni stranieri sarebbe molto elevata e l’integrazione «non può essere data per scontata».
Da qui la richiesta di politiche concrete per favorire l’inclusione ed evitare, nelle parole di Pandolfi, la formazione di «comunità sempre più separate».
Il rappresentante della Lega ricorda quindi le precedenti denunce politiche sui temi della sicurezza e dell’integrazione, sostenendo che in passato siano state definite come «allarmismo», «procurato allarme», «xenofobia» e «razzismo».
La posizione espressa nel comunicato viene sintetizzata da Pandolfi in un principio: «Condannare il razzismo non significa negare i problemi di sicurezza e di integrazione. E denunciare criminalità e degrado non significa essere razzisti».
«Noi non vogliamo discriminazioni – conclude -. Vogliamo semplicemente che le regole valgano per tutti, che chi delinque venga perseguito e che chi vive onestamente, italiano o straniero, possa sentirsi parte della stessa comunità».
E chiude con una frase destinata a riassumere il messaggio politico dell’intervento: «Il problema non è il colore della pelle. Il problema sono i comportamenti e il rispetto delle regole».
Leggi anche
“Pontenegra” sul cartello di Pontedera, è polemica: la dura condanna del PD





