La struttura natatoria è al centro della polemica sollevata da Futuro Nazionale Pisa. Mario Palmieri: «Flop gestionale e politico»
A pochi giorni dall’inaugurazione ufficiale della nuova struttura natatoria di Pontedera, arrivano le critiche di Futuro Nazionale Pisa.
Al centro della contestazione c’è l’impianto, che si è trovato a fare i conti con un imprevisto a pochi giorni dall’inaugurazione.
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A intervenire è Mario Palmieri, responsabile provinciale di Futuro Nazionale Pisa, che parla di una situazione definita una «doccia fredda» per l’amministrazione comunale e per il territorio.
«Tanta fretta di tagliare il nastro, tante foto e tanto orgoglio per i 5 milioni di euro spesi, e poi gli atleti non possono allenarsi», dichiara Palmieri. «Devono restare a guardare e attendere che l’acqua diventi calda».
Secondo Futuro Nazionale Pisa, la chiusura rappresenterebbe un problema che va oltre il semplice disagio organizzativo. La struttura, presentata come un punto di riferimento per il territorio, avrebbe dovuto garantire continuità alle attività sportive.
«Una struttura costata milioni di euro pubblici non può essere inaugurata in pompa magna e subito dopo lasciare famiglie e sportivi a piedi», sostiene Palmieri, che definisce quanto accaduto «incapacità di programmazione e di gestione».
La vicenda, secondo il movimento, coinvolgerebbe inoltre un bacino di utenza più ampio della sola Pontedera. L’impianto era infatti atteso anche da famiglie e sportivi provenienti da diversi comuni della Valdera, tra cui Ponsacco, Capannoli, Bientina e Santa Maria a Monte.
Futuro Nazionale Pisa evidenzia le conseguenze che la sospensione delle attività potrebbe avere per le famiglie e per gli atleti, in particolare per chi pratica nuoto agonistico e per gli amatori.
«Il disagio non riguarda solo Pontedera. Interessa tutta la Valdera», afferma Palmieri. Secondo il responsabile provinciale, le famiglie rischiano di dover affrontare spostamenti e costi aggiuntivi per consentire ai figli di continuare ad allenarsi.
«Una struttura di questo tipo doveva essere tutelata, collaudata e garantita con continuità, non abbandonata a un destino di chiusure e incertezze», aggiunge.
Futuro Nazionale Pisa chiede ora spiegazioni alle autorità e agli enti responsabili e sollecita un piano per arrivare alla riapertura dell’impianto in condizioni di sicurezza.
«Servono risposte certe e tempi brevi. Le famiglie e gli sportivi non possono continuare a pagare il prezzo di inefficienze altrui», sostiene Palmieri.
Il movimento annuncia quindi che continuerà a seguire la situazione e a farsi portavoce delle esigenze degli utenti della struttura.
«Serve un cambio di rotta immediato», conclude Palmieri. «Restituire al territorio la struttura che merita non è uno slogan: è un dovere».





